“Siamo una Repubblica” 2 Giugno 1946

Repubblica italiana

Conosco persone, alcune a me molto care, che manifestano preoccupazione per quella che definiscono: una svolta fascista del nostro Paese.

Prima di proseguire con il mio ragionamento credo sia corretto presentarmi come elettore, almeno a grandi linee, il che ha un po’ del: “inizio un discorso sugli immigrati premettendo il fatto di non essere razzista”.
Nonostante ciò voglio correre il rischio di apparire contraddittorio e continuerò seguendo la linea narrativa che mi sono imposto.

Sin dalla mia prima volta alle urne ho votato a sinistra, seppur sia spontaneo per me collocarmi tra i moderati, forse perché il descrivermi come un “elettore trasversale” mi pare non immediato al fine di chiarire la mia reale collocazione politica, che meriterebbe una spiegazione ben più approfondita (cosa che non intendo fare ora e in questa sede, anche solo per non tediare troppo il lettore).
Il fatto che io sia circondato da un alone di turbamento e di preoccupazione, ma soprattutto che i miei sentimenti si dimostrino immuni al contagio, mi induce a soffermarmi e a riflettere.

Innanzitutto mi chiedo:
– È un abbaglio il mio non vedere la “svolta fascista” del nostro Paese?
– Sono in errore a credere che il Governo appena formato rappresenti, in realtà, un elemento di positività per tutti, sia per i vincitori che per i vinti?
– Sbaglio a pensare e ad affermare che sia stato il PD ad aver scelto una linea intransigente in questi anni, percorso che inevitabilmente lo ha portato al suo declino?

Partiamo dal primo punto.
Non credo che sia corretto parlare di svolta fascista o sia giusto definire il Governo entrante “un Governo di stampo neo-fascista”. Possiamo però affermare, senza timore di smentita, che La Lega di Salvini ben si collochi, prendendo come riferimento l’asse politico Gal-Tan (Green-Alternative-Libertarian / Traditional-Authoritarian-Nationalism), in una posizione che ricalca fedelmente la nuova immagine della destra occidentale (parte Tan), con tratti di carattere populista, anti-sistema ed elementi comuni anche alla destra tradizionale conservatrice.
Il M5s non ha una posizione definita, questo deriva dalla sua struttura eterogenea, in quanto raccoglie militanti di estrazione/tradizione politica differente.
Se Salvini intercetta elettori della destra (anche estrema) e cittadini scontenti del sistema, i “grillini” annoverano un bacino elettorale ben più diversificato.
Le due formazioni al Governo non si sovrappongono totalmente, tuttavia si sostengono cercando una convergenza sui temi attraverso una contrattazione, per farlo infatti hanno formalmente stipulato un contratto di governo.
Può una maggioranza creata attraverso un contratto e non mediante un’alleanza figlia di una genetica comune, portare il Paese ad una svolta fascista? Come anticipato inizialmente la mia risposta è no.
Se la coesione nasce da un “contratto sul fare” e non da un fondamento comune (proprio perché così differenti geneticamente), i due movimenti devono dimostrarsi responsabili di un controllo formale dell’uno nei confronti dell’altro.
Penso che sia sufficiente questo a motivare, i più pessimisti, al non rievocare i demoni di un tragico passato.

Sulla seconda questione mi viene da dire, forse banalmente, che una legislatura all’opposizione non può che far bene a una ormai ex maggioranza, divisa al suo interno e invisa al “pubblico”.
Il processo di accountability si è qui manifestato nella sua cruda e brutale interezza. Solitamente, la bocciatura degli elettori alla propria compagine, avviene in elezioni meno importanti, prendendo la forma di un ammonimento, le sembianze di un avvertimento. In questo caso non è più l’espressione di una banale ammenda, bensì è una bocciatura in piena regola. Non è una minaccia, ma il capitolo conclusivo di un sodalizio fallito tra una buona parte degli elettori e il proprio partito.
Per i vincitori il discorso è differente: possono finalmente dimostrare di saper governare, di essere in grado di risolvere i problemi della Nazione.
Siamo tutti in attesa dei primi risultati per poterli giudicare, nel bene e nel male.
Non mi sembra che ci sia altro da dire per rispondere al quesito, se non concludere augurando al Partito Democratico di ritrovare la giusta strada, quella che possa ricondurlo al “cospetto del cittadino”.

Da questo ragionamento il passo che porta al rispondere all’ultima questione è breve.
Gli slogan anti Europa, o quelli anti élite, nascono dalla sensazione, comune a molti (il voto ha parlato, anzi urlato), per cui il sistema politico, la sinistra in testa, abbia smarrito il concetto di sovranità nazionale, che abbia perso di vista il suo tradizionale bacino di elettori e che sia convinto di non dover rendere conto delle proprie decisioni, come se fosse protetto da un salvacondotto di natura patriarcale, parente stretto del motto: “quello che stiamo facendo è per il vostro bene”.

La politica, almeno io mi sono fatto quest’idea, deve manifestarsi come l’attività del-fare-per-la-comunità. Naturalmente questa attività non può che produrre effetti su tutti i membri della società, dunque su gli stessi politici che se ne fanno carico.
Questo fare-per-gli-altri, e dunque per sè, quando ben visibile e ben riconoscibile, ha altresì il dono di avvicinare la società civile alla politica, di rinforzate i legami tra di essi, di creare capitale sociale e fiducia.
Riprendendo il filosofo Paul Ricoeur, mi viene da dire che il politico deve saper mescolare al meglio la dimensione morale/kantiana relativa al dovere, con quella etica/aristotelica relativa al fine, un fine che altro non è che il bene comune.
Mi è capitato di sentire, parole proferite dalla bocca di un rappresentante politico (che conosco personalmente), che le decisioni politiche devono essere spiegate, ma nel momento in cui il cittadino non ne capisce il significato (o la strategia di fondo) allora il problema non è più del politico.
Io gli rispondo qui, ora, che i cittadini non devono capire per forza, le persone non hanno il dovere di capire le regole del gioco; desipere est iuris gentium, diceva Schopenhauer (essere irragionevoli è un diritto naturale); tuttavia la politica, quella democratica, oltre ad aver l’obbligo di fare gli interessi di tutti (il che non vuol dire accontentare tutti indiscriminatamente), dovrebbe lavorare per mantenere sempre viva la propria credibilità agli occhi dei cittadini, di tutti i cittadini, se non altro per una questione di sopravvivenza politica.
Nel momento in cui chi ha governato non è stato capace di trovare un giusto equilibrio in tal senso, non pare ragionevole imputare la responsabilità del fallimento elettorale alla coscienza frivola del cittadino/elettore o al suo essere sprovveduto o irragionevole. Credo proprio che sia palese quanto il problema sia solo del politico e non del cittadino.

Platone parlava del potere come di una forza che logora l’uomo.
Andreotti ci ha lasciato il detto per cui il potere logora, ma chi non ce l’ha.

Il fare-per in opposizione al fare-contro.

Io credo che solo nel momento in cui il fare-per sarà comune al Governo e all’opposizione, potremo davvero parlare di terza Repubblica.

 

Pensieri giacobini

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Nel ragionare su ciò che qualcuno ha definito la “casta politica”, mi è sorta l’immagine di un gruppo che non fa “specie a sè”.

In effetti una specie, se contemplata dall’esterno, dimostra di essere strutturata da individui tra loro molto simili. Non mi pare che sia questo il caso, almeno non a un primo sguardo: la “casta”, infatti, vuole che emergano delle forti differenze interne, agli occhi di chi la osserva, e che si continui a parlare di destra conservatrice/reazionaria e di sinistra rivoluzionaria. Schemi sicuramente legati al passato e che hanno subito una metamorfosi rispetto a prima.

Guardiamo solo al caso della proletarizzazione dei partiti di destra: un tempo non troppo lontano non era forse la sinistra che attingeva al bacino degli operai?

Tali differenze, ragionandoci, si rivelano dunque effimere.

Lo dimostra la società, la quale riproduce la “casta” secondo le disuguaglianze che lei stessa impone, disuguaglianze che in realtà non esistono. La “casta”, vista dal di dentro, dagli occhi di chi ne fa parte, non vede differenza se non nella dicotomia dentro/fuori.

Non è questa una sopravvivenza legata ad un “fine inganno”?
Eppure questa è politica; e così è da quando la politica è degenerata da “cura della città” a “cura degli interessi della città”, dal curarsi degli uomini al curarsi della sola dimensione economica; seguendo l’assunto errato per cui, rispetto alla dimensione economica, la cura degli uomini ne sia una naturale conseguenza e non un mero accidente.

Penso sia necessario fare dei passi a ritroso, non con il fine di indietreggiare, bensì con quello di prendere una buona rincorsa…

Rivista culturale

Questo progetto prende forma attraverso la collaborazione di alcune persone, tutte accomunate dalla passione per la lettura, per il cinema, per la filosofia, per l’arte… insomma, per la cultura in ogni sua manifestazione. Molti di noi sono alle prime armi ma tutti vogliamo fortemente dire la nostra e intercettare un pubblico di curiosi, stimolandoli proponendo loro tematiche differenti.

L’idea fondamentale del progetto è quella di creare visibilità ai collaboratori, oltre che di fornire un servizio. Il premio, per noi, si materializzerà nel momento in cui riusciremo a generare un interesse diffuso, se saremo perciò in grado di sviluppare una rete umana di interesse e di interessi.

La rivista, quindi, non vuole essere solo un contenitore di idee, ma assumere le sembianze di un ponte, di un collegamento, di un nodo attraverso cui raggiungere più persone, per rintracciare punti di vista anche divergenti e stimolare la riflessione.

Non è un progetto chiuso, anzi! Vuole diventare un canale di incontro e di divulgazione culturale.

Chiunque volesse farne parte può scrivere all’indirizzo info.cultura.plato@gmail.com. Non attenderete molto per ricevere una risposta.

In questo articolo su infovercelli24 spiego il progetto in profondità.

http://www.infovercelli24.it/2018/05/16/mobile/leggi-notizia/argomenti/arte-e-cultura/articolo/una-nuova-rivista-culturale-on-line-e-aperta.html

Cliccate sulla rivista e buona lettura!

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25 Aprile. Libertà e liberazione

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La libertà non esiste nel mondo delle cose, è un concetto senza forma, è un’idea, un faro a cui puntare, verso cui dirigersi. È una guida impalpabile, eterea, non dimostrabile.

Ce lo ha detto Kant, lo ha ribadito Hannah Arendt: la libertà non può far parte del mondo naturale, non esiste nell’universo dei bisogni, anzi è totalmente estranea ad esso. Cosa sono i bisogni se non il mangiare, il dormire, il volersi riprodurre… Se ho fame devo mangiare, se non mangio mi indebolisco, mi ammalo, muoio. Il mondo naturale non prevede la libertà, tuttavia non la preclude totalmente poiché essa è sensazione umana, propria dell’individuo.

La libertà non è dimostrabile perché è un pensiero; non ha estensione la libertà, non la si può catturare, eppure è fondamentale per l’uomo che agisce, essenziale per tutti gli individui che vivono nella società, che si attivano in essa e si relazionano con altri individui. Dunque la libertà è dell’uomo ma «solo nel rapporto con gli altri egli può vivere l’esperienza della libertà». (Arendt H., Verità e politica)

Quando penso alle relazioni mi viene sempre in mente Hobbes e il “suo” Stato di natura; cioè una condizione umana archetipica, costituita da leggi preesistenti l’ordinamento civile. Nello stato di natura hobbesiano vige la legge della guerra, del bellum omnium contra omnes, del tutti contro tutti. Per Hobbes l’unica strada percorribile da parte dell’uomo moderno, per non soccombere e abbandonarsi ad una perpetua lotta per la supremazia sull’altro, è quella di istituire un patto sociale tra gli stessi membri della comunità, un vero e proprio contratto attraverso cui tutti debbono associarsi e subordinarsi ad un sovrano al quale vengono trasferiti i diritti naturali di tutti i membri del gruppo sociale.

Questo è un esempio di alienazione. Feuerbach ci parla di alienazione in ambito teologico (teologia come antropologia), Marx la traduce all’interno della dimensione economica, parlandoci del capitale, della figura dell’operaio e della sua disumanizzazione come conseguenza del perverso meccanismo della produzione di ricchezza.

Sono forse, questi, esempi nei quali la libertà viene meno? Soccombere alla tirannia di un gruppo, o di un singolo, o di una condizione socio-economica ostile e alienante, vuol significare abbandonare la libertà?

La risposta non può che essere negativa; la libertà ci appartiene e ci apparterrà sino a che saremo in grado di pensare, perché non esiste se non dentro di noi ed è l’Idea che rappresenta il naturale nutrimento del nostro agire nel mondo.

Il 25 Aprile del 1945 c’era il sole a Milano. Già dal giorno precedente erano nate spontaneamente alcune insurrezioni popolari contro i nazifascisti. La prima vittima fu una donna, Gina Galeotti Bianchi, detta Lia, incinta di 8 mesi, che cadde sotto il fuoco di alcuni soldati tedeschi in fuga da un posto di blocco partigiano. Per tutto il giorno i partigiani, comandati da Sandro Pertini, Luigi Longo, Leo Valiani ed Emilio Sereni, combatterono, strenuamente; alle 9:00 del giorno successivo Corrado Bonfantini, il comandante delle brigate Matteotti, annunciò la liberazione di Milano.

Cos’è la liberazione se non la traduzione attiva della libertà in quanto idea; lo sforzo mondano per dare forma ad un pensiero?

La liberazione raffigura una delle tante possibili rappresentazioni reali del concetto di libertà; e devo ammettere che è quella che prediligo!

Programma M5S

Programma del Movimento 5 Stelle (M5S)

logo-movimento-cinquestelleIl programma del M5S consta di 24 sottoprogrammi che abbracciano altrettante aree tematiche di riferimento. Il mio lavoro è stato quello di estrapolare e riassumere (in modo arbitrario) gli obiettivi caratterizzanti ogni singola macro area.

Il M5S ha ulteriormente sintetizzato la propria progettualità di governo in 20 punti programmatici, disponibili a questo link.

Il focus è, naturalmente, simile ai programmi degli altri partiti politici; il programma dirige lo sguardo verso la lotta alla burocrazia e alla corruzione; vuole il taglio del costo della politica e delle tasse; punta alla riforma della giustizia e della scuola; abbraccia il problema “immigrazione”, etc…

Il cavallo di battaglia del Movimento rimane sempre il reddito di cittadinanza (e la pensione di cittadinanza) e la questione ecologica, la sostenibilità e la tutela ambientale, oltre che il superamento della cosiddetta legge Fornero.

Di seguito vengono riportati i 24 sottoprogrammi del M5S:

 

  1. PROGRAMMA AFFARI COSTITUZIONALI

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Affari-Costituzionali.pdf

Obiettivi:

  • Ridimensionamento stipendi, rimborsi e vitalizi
    • Una prima area d’intervento di revisione costituzionale è giustificata dalla necessità di combattere gli eccessi e i privilegi della classe politica. I traguardi che ci prefiggiamo di raggiungere riguardano, ad esempio, il ridimensionamento degli stipendi, dei rimborsi e dei vitalizi.
  • Lotta al trasformismo
    • L’ultima legislatura ha registrato circa 500 voltagabbana da parte di diversi parlamentari. Nuovi partiti, con programmi del tutto diversi da quelli inizialmente approvati, sono nati direttamente in Parlamento, usufruendo dei finanziamenti pubblici pur senza ottemperare la volontà del popolo. Per rispettare la volontà degli elettori, quindi, occorre arrestare il fenomeno del trasformismo in Parlamento, obbligando i suoi componenti a conformarsi al mandato ricevuto.
  • Conflitto d’interessi
    • Abbiamo potuto constatare come il conflitto d’interessi nasca già nelle aule parlamentari, dove i legislatori sono, talvolta, i soggetti che versano in gravi situazioni d’incompatibilità. Per risolvere davvero il male endemico del conflitto d’interessi che pregiudica tutta l’azione della politica, intendiamo innanzitutto rivoluzionare l’ambito di applicazione della disciplina estendendo l’ipotesi di conflitto oltre il mero interesse economico. Intendiamo inoltre estendere l’applicazione della disciplina a incarichi non governativi, ossia a tutti quei soggetti che, pur non ricoprendo ruoli governativi, hanno potere e capacità di influenzare decisioni politiche o che riguardano la gestione della cosa pubblica, come ad esempio i sindaci delle grandi città o i dirigenti delle società partecipate dallo Stato.
  • Abusi fondazioni politiche
    • Troppo spesso fondazioni, associazioni e cosiddetti think thank, dietro l’intento di sviluppare tematiche politiche da proporre ai partiti, nascondono finalità di finanziamento degli stessi politici e delle relative campagne elettorali. Il finanziamento della politica è da sempre al centro delle attenzioni del Movimento 5 Stelle, in quanto la qualità della nostra democrazia dipende anche da questo. Allo scopo di porre fine a questo fenomeno, non intendiamo eliminare le fondazioni, spesso portatrici di voci articolate capaci di fornire spunti eccellenti al decisore politico, bensì rendere trasparente la loro attività finanziaria.

 

  1. PROGRAMMA AGRICOLTURA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Agricoltura.pdf

Obiettivi:

  • Un prezzo equo per le materie prime.
    • È necessario ristabilire gli equilibri e i rapporti di forza all’interno della filiera tra agricoltori e industria della trasformazione e distribuzione, attraverso un prezzo equo per produttori e consumatori.
  • Potenziare l’offerta nazionale per il fabbisogno alimentare.
    • potenziare l’offerta nazionale di materie prime in modo da soddisfare la domanda degli agricoltori italiani e valorizzare le eccellenze dei nostri territori.
  • Difendere sovranità alimentare e Made in Italy.
    • Le politiche europee spesso non tutelano le eccellenze italiane e risentono di influenze che sono proprie delle logiche lobbistiche.
  • Semplificazione burocratica e misure fiscali per il territorio.
    • Occorre pertanto semplificare le procedure burocratiche, l’accesso al credito, soprattutto per i giovani, e a partire dai fondi PAC, ridurre la pressione fiscale sulle Pmi agricole.
  • Incentivare un modello di agricoltura sostenibile
    • Il modello agricolo del Movimento 5 Stelle è sostenibile sia da un punto di vista ambientale che sociale. Il nostro Made in Italy non deve essere più inquinato dal caporalato e dallo sfruttamento del lavoro in agricoltura, né dall’uso di sostanze nocive per ambiente e salute o di metodi cruenti per gli animali da reddito.

 

  1. PROGRAMMA AMBIENTE

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Ambiente.pdf

Obiettivi:

  • Accesso più veloce alle informazioni
    • necessità di un maggiore e più veloce accesso alle informazioni nonché la sostanziale e progressiva consapevolezza ambientale acquisita dagli individui, dalle associazioni, dai comitati e da altri enti, alla luce del modello di sviluppo industriale e infrastrutturale maturato negli ultimi decenni. È necessario sanzionare chi non fornisce i dati senza adeguata motivazione.
  • Sostenibilità ambientale
    • Superare l’attuale antinomia tra sviluppo economico e tutela ambientale.
  • Bonifiche e il caso Terra dei Fuochi
    • Rimuovere gli impedimenti (come legislatori abbiamo l’onere di rimuovere gli impedimenti normativi e non, per favorire le condizioni che consentiranno di provvedere alle bonifiche dei territori contaminati. A tal fine sono necessari ingenti investimenti).
    • Controllo del territorio, NO inceneritori, indagini cliniche ed epidemiologiche, tavolo tecnico permanente (bisogna avviare, con un adeguato coinvolgimento del Ministero della salute. Necessario istituire un tavolo tecnico permanente, che funga da cabina di regia, presso il Ministero dell’ambiente e per la tutela del territorio e del mare nel quale siano coinvolte le associazioni e i comitati di cittadini da anni impegnati nelle lotte a difesa del territorio).
  • Gestione dei rifiuti
    • Cambiamento del modello culturale (la realizzazione di questo obiettivo necessita non solo di interventi legislativi ma anche di un’educazione culturale dei cittadini).
  • Acqua pubblica partecipata e trasparente
    • Qualità dell’acqua, concessioni per le acque minerali, investimenti nelle infrastrutture idriche (verifica dello stato in essere a valle dell’applicazione del Decreto 31/2001. Soluzioni relative all’ingente impiego di plastica e per l’inquinamento prodotto dai mezzi per il trasporto delle acque imbottigliate. È necessario un piano straordinario di investimenti nel settore idrico).
  • Pianificazione sostenibile dei territori
    • Da alcuni anni, la questione abitativa ha assunto una nuova centralità: il mercato immobiliare, infatti, risponde con sempre maggiore difficoltà ai fabbisogni, non solo delle fasce sociali più deboli, ma anche di quella fascia intermedia fatta di persone sole, nuclei familiari monogenitoriali, giovani coppie, lavoratori precari, migranti, studenti, anziani soli. Quindi quella che viene definita come emergenza abitativa è sempre più determinata non solo dalla domanda di alloggi di chi non ha una casa in cui vivere, ma anche da chi ha una casa e paga, con sempre maggiore difficoltà, un canone di affitto o una rata di mutuo. Per questo motivo, per definire politiche abitative serie, dovremo ripartire anche da questo dato sostenendo e tutelando maggiormente questa ampia fascia di cittadini.
  • Difesa dei parchi e delle aree protette
  • Mobilità sostenibile
    • Per quanto riguarda il settore del turismo sostenibile, l’Italia si trova in una posizione di arretratezza rispetto alla situazione europea.
  • Stop alle trivellazioni
    • Il M5S dice stop a nuove autorizzazioni per trivellazioni in terra e in mare e tenterà di limitare le trivellazioni esistenti, di fermarle a scadenza delle attuali autorizzazioni, di sottoporre a valutazione ambientale tutti gli impianti di trivellazione di qualsiasi scala non ancora sottoposti a VIA.
  • Nuova governance ambientale
    • La volontà è quella di avere a livello nazionale una voce unica e autorevole che fornisca le informazioni necessarie, i monitoraggi e che faccia ricerca applicata ai controlli in campo ambientale, attività atte a tutelare sia l’ambiente che la salute dei cittadini attraverso controlli mirati del territorio e dei fattori ambientali regolati per legge.
    • Puntiamo alla liquidazione di SOGESID SpA e al conseguente trasferimento di tutte le sue funzioni in capo al Ministero dell’Ambiente.
    • Impegno concreto contro i reati ambientali.

 

  1. PROGRAMMA BANCHE

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Banche.pdf

Obiettivi:

  • Nazionalizzazione/Riforma Banca d’Italia.
  • Riforma Attività di vigilanza.
  • Risarcimento dei risparmiatori truffati.
  • Separazione Banche commerciali/banche d’affari.
  • Banca Pubblica per gli Investimenti-BPI.
  • Sistema Pagamenti dei Cittadini-SPC.
  • Legge Investimento e risparmio.
  • Riforma tassi usura e divieto anatocismo bancario.
  • Gestione crediti deteriorati.
  • Riforma penale.

Particolarmente interessante il punto riguardante i “Reati e le Pene” per i trasgressori sul tema “Banche”. Viene previsto l’innalzamento della pena per i seguenti reati:

  • False comunicazioni sociali: da 3 a 6 anni di reclusione
  • False comunicazioni sociali per quotata: da 5 a 10 anni di reclusione
  • Aggiotaggio: da 3 a 6 anni di reclusione
  • Manipolazione del mercato: da 6 a 12 anni di reclusione
  • Illecita influenza sull’assemblea e infedeltà patrimoniale: da 3 a 6 anni
  • Formazione fittizia del capitale: da 3 a sei anni, raddoppiati in caso di società quotata.
  • Illegale ripartizione degli utili e delle riserve: da 3 a sei anni
  • Truffa

 

  1. PROGRAMMA BENI CULTURALI

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Beni-culturali.pdf

Obiettivi:

  • Creare prospettive di medio e lungo termine
    • Il Movimento 5 Stelle ritiene fondamentale investire nella Cultura sottraendosi a una logica di corto respiro, pensando soprattutto al medio e lungo termine, svincolandosi da prospettive opposte e altrettanto pericolose di cui le azioni degli ultimi Governi ci hanno ripetutamente dato prova. È necessario che si cominci a considerare la Cultura come elemento costitutivo e settore strategico per la crescita del Paese, considerando anche il contesto di un mondo del lavoro destinato a mutare i suoi contorni sulla scorta di un prevedibile incremento nell’utilizzo della robotica e dell’intelligenza artificiale, che fa presupporre scenari in cui alcune professioni spariranno e altre potranno invece fiorire.

 

  1. PROGRAMMA DIFESA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Difesa.pdf

Obiettivi:

  • Tutela del personale
    • Si parla tantissimo di forze armate europee ed esercito europeo, ma i diritti dei militari italiani non sono in alcun modo tutelati, mentre in Europa si contano circa 30 associazioni e sindacati militari in 21 Paesi.
  • Gestione delle risorse
    • Oggi si spende quasi il 75% del bilancio della Difesa in stipendi delle forze armate. Gli esperti internazionali parlano di un equilibrio al 50% della spesa del personale, dato non rilevato in Italia.
  • Spese militari
    • l’Italia spende oggi per la difesa 23 miliardi di euro l’anno, cioè 64 milioni al giorno, di cui oltre 5 miliardi l’anno in armamenti. Una spesa militare ingente nella media dei Paesi NATO (Stati Uniti esclusi) e in costante aumento, + 21% nelle ultime tre legislature.
  • Patrimonio della Difesa
    • Gestire il patrimonio immobiliare della Difesa significa far assorbire al Ministero il 3% dell’intero bilancio in due settori: il patrimonio della Difesa di beni dismessi, le caserme che adesso non si usano più ed in via di dismissione, e il patrimonio abitativo della Difesa, cioè gli alloggi ad uso del personale.
  • Bilancio trasparente
    • La spesa militare italiana è uno degli aspetti più oscuri del programma di spesa dello Stato. Essa è suddivisa tra Ministero della Difesa, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero Economia e Finanze e MIUR.

 

  1. PROGRAMMA DIGITAL PA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Digital-PA.pdf

Obiettivi:

  • semplificare i rapporti tra Amministrazione e cittadini;
  • ridurre le duplicazioni di attività e controlli, garantendo che l’onere della raccolta delle informazioni già in possesso del settore pubblico gravi solo ed esclusivamente sulle amministrazioni;

 

  1. PROGRAMMA EDITORIA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Editoria.pdf

Obiettivi:

  • Nuove regole per disciplinare il sistema dei mass-media
    • Il mondo dell’editoria e dell’informazione è soggetto a una costante trasformazione, che sta rapidamente coinvolgendo forme di consumo, modelli di business, modalità di generazione, composizione e offerta del prodotto informativo, fino ad arrivare alla natura stessa della professione giornalistica. Prendere atto dell’evoluzione tecnologica e di mercato in corso, impone la necessità di adottare nuove regole che disciplinano il sistema dell’informazione.

 

  1. PROGRAMMA ENERGIA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Energia.pdf

Obiettivi:

  • Sostenibilità e Indipendenza
    • Per il Movimento 5 Stelle la priorità consiste nell’ accompagnare il nostro Paese nel concreto raggiungimento della sostenibilità e dell’indipendenza del sistema energetico, all’interno di un sistema energetico unico europeo.
  • Efficienza e uso razionale dell’energia
    • Il M5S propone, come primo punto dell’agenda, una importante riduzione dei consumi finali di energia del Paese.
  • Fonti rinnovabili
    • Il M5S propone un graduale ma deciso passaggio alle sole fonti rinnovabili per alimentare il sistema. Per arrivare a realizzare quest’obiettivo occorrerà indirizzare da subito le scelte di imprese e famiglie, attraverso la definizione e l’attribuzione al prezzo finale dei costi esterni provocati dall’utilizzo di qualunque forma di energia.
  • Aumento della penetrazione del vettore elettrico
    • Il M5S propone di incrementare fortemente la penetrazione dell’energia elettrica per soddisfare i consumi finali.
  • Tetto massimo ai consumi finali di energia
    • Il M5S ha ritenuto giusto porre tra gli obiettivi un tetto massimo ai consumi finali di energia al 2050, in coerenza con i due obiettivi generali di politica energetica prima richiamati.

 

  1. PROGRAMMA ESTERI

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Esteri.pdf

Obiettivi:

  • Sovranità e indipendenza
    • La politica estera del Movimento 5 Stelle si basa sul rispetto dell’autodeterminazione dei popoli, la sovranità, l’integrità territoriale e sul principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi. Sul rispetto del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni e sulla rigorosa applicazione dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. La domanda di partenza che ci poniamo come M5S riguarda le sfide del domani. Si possono affrontare insieme in Europa? La risposta è sì, ma come Stati sovrani, liberi e indipendenti, in grado di poter perseguire gli interessi nazionali in un mondo, finalmente, multipolare.
  • Un’Europa senza austerità
    • Come ultimo tentativo di salvataggio della zona Euro, il Movimento 5 Stelle si farà promotore di un’alleanza con i Paesi dell’Europa del sud per superare definitivamente le politiche di austerità e rigore, facendo fronte comune per ottenere una profonda riforma anche dell’Unione Europea.
  • Ripudio della guerra
    • Il Movimento 5 Stelle riconosce il diritto alla pace, inteso come diritto irrinunciabile e inalienabile di tutti i popoli della Terra. Per questo, si opporrà ad ogni intervento armato ovunque si vogliano ripercorrere gli errori del passato, fatta eccezione per le truppe di mera interposizione pacifica.

 

  1. PROGRAMMA FISCO

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Fisco.pdf

Obiettivi:

  • Riduzione carico fiscale complessivo per famiglie e imprese.
  • Semplificazione adempimenti contabili, dichiarativi e di versamento.

 

  1. PROGRAMMA GIUSTIZIA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Giustizia.pdf

Il M5S mira in primo luogo a ridurre la durata dei processi. Oggi la giustizia in Italia ha costi e tempi proibitivi per molti. Il comparto giustizia deve puntare a riforme semplici, chiare e coerenti per di restituire certezze e fiducia ai cittadini onesti che vi fanno affidamento per il ripristino della legalità.

Obiettivi:

  • Riforma della prescrizione.
  • Utilizzo delle intercettazioni.
  • Condanne ai lavori di pubblica utilità.
  • Rapporto tra magistratura e politica.
  • Whistleblowing (premio a chi collabora contro la corruzione).
  • Ricorso in appello con la riformulazione della pena più sfavorevole per il condannato.
  • Possibilità di celebrare i processi di Mafia presso le singole sedi di corte di Appello.

 

  1. PROGRAMMA IMMIGRAZIONE

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Immigrazione.pdf

Obiettivi:

  • Equa ripartizione delle responsabilità
    • L’obiettivo che ci prefiggiamo di raggiungere è garantire all’Italia una gestione dei flussi migratori con soluzioni che guardino al breve, al medio e al lungo termine. Un ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo tra tutti gli Stati membri dell’UE garantirebbe il rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità tra tutti i Paesi dell’UE, sancito dal Trattato sul funzionamento dell’UE.
    • Proponiamo il superamento del regolamento di Dublino.
    • Rendere certe e veloci le procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato è una nostra priorità.
    • Cooperazione Internazionale.
    • Stop alla vendita di armi nei Paesi in guerra.
    • La gestione dei fondi destinati al sistema di accoglienza deve essere assolutamente trasparente, controllata e tracciata.
    • Rimpatri volontari e accordi di riammissione.
    • Tutela dei soggetti vulnerabili.
    • Contrasto ai trafficanti e agli scafisti.

 

  1. PROGRAMMA LAVORO

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Lavoro.pdf

Obiettivi:

  • Salario minimo garantito e smart-working
    • Tra gli obiettivi considerati prioritari dal Movimento 5 stelle in tema di mercato del lavoro, è possibile annoverare il raggiungimento di un salario minimo garantito, l’implementazione dello smart working, l’adozione di un equo compenso per tutti e l’introduzione di tutele nei confronti delle lavoratrici, lavoratori autonomi e non.
  • Reddito di cittadinanza
    • Di primaria importanza anche l’inserimento del reddito di cittadinanza.

 

  1. PROGRAMMA SALUTE

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Salute.pdf

Tematiche rilevanti:

  • Prevenzione e promozione della salute.
  • Salute e ambiente.
  • Salute, alimentazione e produzione alimentare.
  • Salute e attività fisica.
  • Politiche vaccinali.
  • Contrasto al fenomeno “dell’antibiotico resistenza”.
  • Contrasto al gioco d’azzardo.
  • Finanziamento delle politiche di salute e dei livelli essenziali di assistenza – Superamento della sperequazione regionale – Equità nell’accesso alle cure.
  • Appropriatezza ed efficacia del SSN.
  • Governance sanitaria.
  • Attività libero professionale.
  • Assunzioni personale sanitario e medici in formazione specialistica.
  • Lotta alla corruzione e agli sprechi.
  • Finanza di progetto in Sanità (Project Financing).
  • Ordini delle professioni sanitarie.
  • Politiche del farmaco.
  • Malattie rare e croniche.
  • Disabilità e non autosufficienza.
  • Tutela della famiglia e dei suoi componenti.
  • Politiche parità di genere.

 

  1. PROGRAMMA SCUOLA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Scuola.pdf

Obiettivi:

  • Numero alunni e riforma Gelmini
    • Tra i primi obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere c’è sicuramente la limitazione del numero di alunni per classe (massimo 20/22), allo scopo di consentire ai docenti di lavorare in un contesto organizzativo e didattico completamente diverso da quello attuale, e assicurare la giusta attenzione agli studenti con difficoltà, particolari potenzialità e diversi talenti. Cambiare la riforma Gelmini significa anche ripristinare il tempo pieno e le compresenze nel primo ciclo d’istruzione. Le compresenze di docenti in classe e la programmazione in team andrebbero poi estese anche agli altri gradi scolastici, in modo da ampliare le opportunità formative e applicare modalità didattiche innovative, diverse dalla lezione frontale.

 

  1. PROGRAMMA SICUREZZA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Sicurezza.pdf

  • Tre direttrici principali
    • In primo luogo, la nostra azione politica sarà contraddistinta dall’impegno per la tutela e l’attuazione dei diritti dei cittadini e degli operatori delle Forze dell’Ordine. Occorrono, inoltre, nuove assunzioni: nelle Forze dell’ordine a presidio della sicurezza e della legalità.
    • La seconda fondamentale dorsale della nostra visione in materia di sicurezza è l’esigenza di una forte integrazione organica dei soggetti che, a vario titolo, interagiscono nel sistema–Paese con lo scopo di assicurare la sicurezza.
    • Riteniamo, infine, irrinunciabile il massimo impegno del vertice politico del Paese, nel sostegno alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni d’avanguardia, che consistano nell’implementazione di nuove tecnologie, nell’applicazione originale delle stesse, nella concezione di nuove soluzioni strategiche e nell’applicazione alla sicurezza di ogni campo del sapere.

 

  1. PROGRAMMA SPORT

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Sport.pdf

Obiettivi:

  • Il ruolo dello Stato nel sistema sportivo italiano
    • Lo sport non può essere circoscritto alla sola competitività dei nostri migliori atleti, ma deve coinvolgere ogni attività sportiva praticata anche a livello amatoriale. Il nostro Paese, purtroppo, non riesce ancora a guardare allo sport come un fondamentale strumento di educazione e prevenzione, assumendo un ruolo sociale insostituibile e determinando, ove ben condotto, un aumento complessivo dello stato di salute di ogni persona. Questa condizione è oggi determinata proprio dall’assenza di politiche sportive adeguate.

 

  1. PROGRAMMA SVILUPPO ECONOMICO

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Sviluppo-economico.pdf

Obiettivi:

  • Sviluppo sostenibile
    • Siamo convinti che per superare e dare delle risposte a tutti i limiti del nostro sistema economico sia necessario basare lo sviluppo economico del Paese su dei principi che prendano in conto il flusso materiale nel ciclo di produzione e consumo, con un utilizzo razionale delle risorse naturali col fine di garantire uno sviluppo sostenibile nel tempo.
    • L’economia circolare in sostanza propone il superamento del modello lineare prendendo in conto un sistema economico di produzione e di scambio che, lungo tutti gli stadi del ciclo di vita dei prodotti, mira ad aumentare l’efficacia dell’utilizzazione delle risorse e diminuire l’impatto ambientale sviluppando allo stesso tempo il benessere delle persone. Occorre utilizzare misuratori economici del benessere umano, creando un nuovo modello di misura che tenga conto dei limiti posti dal modello lineare e sia proporzionato misurando il benessere effettivo e non meramente analitico, mediante i cosiddetti indicatori di benessere economico e sostenibile (BES).
  • Sviluppo tecnologico delle imprese
    • In un periodo storico in cui il modello di sviluppo economico deve necessariamente tenere presente i processi di automatizzazione e interconnessione enunciati nella quarta rivoluzione industriale, occorre incentivare ulteriormente lo sviluppo tecnologico delle imprese italiane.

 

  1. PROGRAMMA TELECOMUNICAZIONI

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Telecomunicazioni.pdf

Obiettivi:

  • Accesso a Internet
    • Il Movimento 5 Stelle s’impegna affinché l’infrastruttura di rete e la relativa gestione siano a maggioranza pubblica.
    • Tutti gli investimenti infrastrutturali degli ultimi anni, dovranno fornirci una rete che duri nel tempo, in quanto i dati storici ci dicono che la richiesta di banda aumenta 10 volte ogni sette anni. Questo aspetto spinge verso il superamento della rete in rame (100 Mbps simmetrici) e verso la costituzione di un soggetto che fa la rete ma non offre i servizi (non verticalmente integrato).

 

  1. PROGRAMMA TRASPORTI

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Trasporti.pdf

Obiettivi:

  • Riorganizzazione sistema dei trasporti

Il Programma Trasporti e Infrastrutture racchiude in sé un set di azioni da implementare nel lungo periodo:

  • Diminuire il numero di autoveicoli in circolazione;
  • Definire un piano nazionale per la mobilità collettiva pubblica e privata;
  • Eliminare i sussidi alle fonti fossili nei trasporti;
  • Diminuire il numero di spostamenti non necessari;
  • Razionalizzare gli aeroporti in base al principio della sostenibilità economica (ad eccezione del servizio di continuità territoriale);
  • Creare una macchina amministrativa efficiente: persone giuste al posto giusto;
  • Porre fine alla stagione delle grandi opere inutili;
  • Creare un processo di valutazione delle opere pubbliche trasparente e partecipato;
  • Diminuire i consumi di energia.

 

  1. PROGRAMMA TURISMO

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Turismo.pdf

Obiettivi:

  • Turismo italiano: non solo cultura
    • Crediamo che il turismo, in particolare quello italiano, non possa essere solo ed esclusivamente legato alla cultura ma debba puntare ad un’offerta molto più ampia che includa le tante potenzialità del nostro Paese.
  • Una governance unitaria per un patrimonio dai mille volti
    • Il turismo è la seconda industria del nostro Paese e una delle leve più importanti per far ripartire l’economia. È necessaria un’azione integrata anche attraverso la definizione di una governance a livello centrale tra le diverse amministrazioni competenti che rivestono un importante, seppur indiretto, impatto sul turismo, come per esempio lo Sviluppo economico e i Trasporti.
  • Una riforma fiscale e digitale
    • Pensiamo sia necessario rivedere in modo equo le tasse che gravano sul settore, in particolare TARI, IMU e tassa di soggiorno, prevedendo un’area ‘tax free’, contrastando la concorrenza sleale tra le imprese. Il Movimento 5 Stelle ritiene che occorra puntare sullo sviluppo digitale, sia attraverso un’adeguata formazione degli operatori del settore, sia tramite una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese, che frenano gli investimenti e la crescita del settore.
  • Un turismo sostenibile
    • Negli ultimi anni è cresciuta enormemente l’attenzione verso il cosiddetto turismo sostenibile o responsabile, quell’idea di viaggio come avventura di vita e di conoscenza, che ha rispetto dei luoghi scelti per essere visitati. L’Italia è un Paese ricco di luoghi di attrazione turistica di altissimo valore economico, in grado di generare reddito e occupazione per le attività imprenditoriali. La tendenza turistica attuale è sempre più rivolta verso scelte di turismo sostenibile, inteso come “soddisfazione dei bisogni del presente senza compromettere la possibilità di soddisfare quelli delle generazioni future”.

 

  1. PROGRAMMA UNIONE EUROPEA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Unione-Europea.pdf

Obiettivi:

  • Mercato unico e commercio
    • Il mercato unico non viene smantellato, ma riformato, tenendo conto delle esigenze dei cittadini. Vengono introdotti regole e controlli chiari che tengano in considerazione le esigenze locali e vedano un’applicazione attenta, così da evitare la creazione di sacche di concorrenza sleale.
    • Ogni decisione di politica commerciale, lesiva degli interessi delle piccole e medie imprese, dev’essere abbandonata: bisogna intervenire per salvaguardare le eccellenze del Made in Italy dagli effetti negativi derivanti dall’importazione riducendo ai minimi termini l’import di prodotti concorrenti come l’olio tunisino, le arance marocchine, il grano ucraino e il riso asiatico, sulla base della produzione europea e della capacità di assorbimento del mercato.
  • Economia e Unione Monetaria
    • Riteniamo indispensabile introdurre nei trattati e nel quadro normativo europeo alcune specifiche procedure tecniche, economiche e giuridiche che consentano agli Stati membri di recedere dall’unione monetaria o di restarne fuori attraverso una clausola di opt-out permanente, nel caso in cui ci sia una chiara volontà popolare in tal senso. Se non fosse possibile raggiungere compromessi accettabili in questa direzione, riteniamo irrinunciabile restituire agli Stati membri sovranità in ambito economico monetario.
  • Schengen, Immigrazione
    • Il Movimento 5 Stelle è favorevole a una revisione del Regolamento di Dublino, nel rispetto dei principi di cooperazione ed equa ripartizione delle responsabilità tra tutti i Paesi dell’UE.
  • Politica estera e difesa
    • Chiediamo l’immediata sospensione di tutti gli accordi e dei rimpatri verso i Paesi extra UE che violano i diritti umani, usando la leva degli accordi commerciali e di cooperazione allo sviluppo per pretendere il rispetto dei diritti umani e ambientali.
  • Budget europeo
    • Il Movimento 5 Stelle s’impegna per una riduzione sostanziale del budget europeo, con tagli drastici degli stipendi dei parlamentari, eliminando ogni forma di benefit e privilegio.
  • Una nuova governance europea
    • L’Unione europea deve rimettere al centro del potere decisionale il cittadino incrementando la sua rappresentatività e democraticità. Le sue politiche non devono essere imposte dall’alto ma vagliate dalla volontà popolare, ampliando e rafforzando l’uso di tutti gli strumenti di democrazia diretta e partecipata.
  • Energia, materia e resilienza
    • Per ridurre e tendenzialmente azzerare la necessità d’importazione di minerali e materie prime e seconde da Paesi extra europei, va spinto l’acceleratore all’implementazione radicale dell’economia circolare in tutti i cicli produttivi e di consumo, attraverso le buone pratiche del riciclo e del riuso integrale di manufatti e materiali, ma anche vietando l’obsolescenza programmata dei prodotti.

 

  1. PROGRAMMA UNIVERSITA’ E RICERCA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Universita-e-Ricerca.pdf

Obiettivi:

  • Un finanziamento adeguato al funzionamento degli Atenei
    • Le Università devono rappresentare i centri dello sviluppo culturale ed economico dei nostri territori, invertendo da subito il trend negativo che i nuovi sistemi di finanziamento hanno determinato, con il progressivo sbilanciamento qualitativo degli atenei e, di conseguenza, delle nostre Regioni. La ricerca dell’eccellenza non può essere perseguita solo in termini competitivi, attraverso un’assurda gara per ottenere ciò che lo Stato dovrebbe invece assicurare a tutti gli atenei: un finanziamento adeguato al loro funzionamento.
  • Interazione tra Università e società
    • Il Movimento 5 Stelle ritiene necessaria l’interazione tra università e gli altri centri della ricerca e del sapere con la società. L’obiettivo primario dovrà garantire lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio, fornendo le competenze adeguate per affrontare al meglio i continui cambiamenti, introducendo un modello di università che contribuisca a migliorare attraverso i singoli territori.

Forte incontro tra culture

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Il nostro si dimostra essere un tempo di “forte incontro” fra culture differenti.
È bene ricordare come l’Occidente, la cultura occidentale che conosciamo e di cui siamo parte, nella quale siamo immersi, altro non è che il prodotto di un evento interculturale.
Intendo dire che la nostra civiltà è la risultante dell’incontro tra la cultura greca, la cultura romana, quella ebraica e quella cristiana.
La questione relativa all’incontro tra culture diverse, il tema dell’ospitalità e quello del relazionarsi con l’altro-da-noi, non sono degli argomenti meramente attuali, non rappresentano un’attrattiva filosofica di nuova generazione.
La sociologia, la filosofia, la politica, sono tutte discipline che si interrogano sui temi dell’universale e dell’interculturalità da molto tempo. Nonostante ciò è solo negli ultimi decenni del XX secolo che si è sviluppata una discussione importante (e allargata) su questi specifici argomenti, questioni che hanno radunato tanti autorevoli intellettuali contemporanei.
È giusto anche solo citarne alcuni: mi viene in mente Hans Georg Gadamer, con la sua teoria della “fusione di
orizzonti”; Karl Jaspers, che ci ha parlato di “età assiale”; Paul Ricoeur, quest’ultimo che tanto ha contributo all’argomento relativo all’immigrazione, all’ospitalità e che ci ha offerto l’immagine di ciò che egli ha definito “universali in contesto”; quasi un ossimoro, il suo, con il quale egli ha voluto dipingere un incontro tra diverse culture, occasione concreta per un reciproco arricchimento, nel tentativo di “universalizzare i singoli universali”.
Sempre Ricoeur si è interrogato, in un suo articolo pubblicato sulla rivista “Vita e pensiero” dell’università Cattolica di alcuni anni or sono, su chi fosse realmente lo straniero. Nell’articolo viene posto risalto al tema dello spirito identitario, quella sfera di appartenenza che lega i soggetti e li aiuta a definirsi come singoli elementi di un insieme comune. Un senso di appartenenza che, cito Ricoeur, “si troverà a vacillare, a essere in qualche modo scalzato, minato alla base, dalla riflessione che segue, incentrata sul ricordo simbolico di essere stati
stranieri”.
INCENTRATA SUL RICORDO SIMBOLICO DI ESSERE STATI STRANIERI, una frase che fa riflettere, che deve fare riflettere.
Mi sovviene, ragionando su questi argomenti, un saggio di Benedetto Croce;  il cui titolo ha tutto il sapore di universalità, di universale: “Non possiamo non dirci cristiani”.

Hannah Arendt

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Hannah Arendt è stata tra le prime autrici, nell’ambito della filosofia politica, che io abbia incontrato durante il mio intero percorso accademico.

Nacque ad Hannover nel 1906, da una famiglia ebrea; fu costretta a fuggire dalla Germania nazista per trovare rifugio prima in Francia e poi negli Stati Uniti, dove insegnò in varie prestigiose università (fu la prima donna professore). In Germania ebbe come insegnanti Heidegger (con il quale intrecciò anche una relazione amorosa) e Jaspers.

Ebrea e apolide, in un mondo in cui la cittadinanza rappresentava (rappresenta ancor oggi, a dire il vero) la condizione principale per poter definire l’individuo all’interno della società, il suo status sembrò privarla non solo dei diritti politici, ma anche degli stessi diritti universali dell’uomo. Ebbe il coraggio di rivalutare la condizione di apolide, definendola come un punto di vista privilegiato per capire la politica, campo nel quale, secondo la sua visione, sarebbe stato possibile realizzare le aspirazioni più elevate degli uomini.

A dispetto della sua formazione accademica (di stampo filosofico) e della natura della sua produzione letteraria, lei rifiutò l’appellativo di “filosofo”, definendosi una “teorica politica”. Secondo il suo pensiero il bene politico più prezioso risiede nella “libertà”; la politica autentica è quella che può definirsi realmente libera.

In tal senso la Rivoluzione francese fu una rivoluzione mancata, per la Arendt, perché occupandosi dei bisogni delle persone povere, finì per perdere la strada verso la libertà, cioè la strada che avrebbe condotto alla creazione di istituzioni atte al formare cittadini liberi. La Rivoluzione fallì perché i giacobini si fecero trasportare dai bisogni e dalle necessità, perdendo di vista i principi politici che avevano innescato la miccia rivoluzionaria – anche Kant la pensava in questo modo. L’errore dei rivoluzionari è stato quello di subordinare la “politica” (plurale/innaturale) al “bisogno” (individuale/naturale).

Al contrario, la Rivoluzione americana ebbe successo proprio perché in prima linea era posta la volontà di creare istituzioni volte alla determinazione di uno Stato libero e, dunque, di cittadini liberi.

Il concetto di libertà della Arendt ha a che fare con l’azione, la cui massima espressione risiede nell’occuparsi della cosa pubblica (Res publica). Infatti è principalmente all’interno dell’arena politica che l’uomo, ci dice la Arendt, può entrare in contatto con gli altri uomini, mettendo autenticamente in gioco le proprie opinioni (doxa), qualificandosi come “essere non interscambiabile della specie”.

Necessità e libertà sono due concetti tra loro opposti, per la Arendt; e agendo politicamente l’uomo è in grado di esprimere in pieno la libertà, distinguendosi così dagli altri individui (in tal senso mi viene in mente il famoso elogio funebre di Pericle, il suo ultimo discorso ad Atene prima di morire di peste nel 429 a.C.).

La politica, per Hannah Arendt, si configura dunque come parte di un mondo innaturale e l’azione politica è ciò che permette di disinnescare la ripetitività degli atti che hanno il mero compito di soddisfare i bisogni e le esigenze biologiche degli individui.

Interessante è anche la sua posizione sul concetto di “bontà” (il suo pensiero è qui in antitesi con quello di Rousseau). La compassione, che è una forma di bontà per la Arendt, risiede nel cuore degli uomini, dunque è un’emozione privata e non può portare alla creazione di uno spazio pubblico (inteso in senso politico, naturalmente). La bontà ha il talento di livellare le differenze, rende tutti gli uomini uguali, ponendoli su di uno stesso piano, elimina cioè lo spazio plurale. La pietà e la compassione sono sentimenti rischiosi da mettere in campo in politica. Per la Arendt, dunque, è estremamente importante distinguere elementi di carattere sociale da elementi di matrice politica. Sull’argomento mi viene in mente l’Antigone di Sofocle, tragedia dove il re Creonte sembra ben ricalcare l’immagine di una autorità super-partes, che non si lascia influenzare dai sentimenti personali; la politica non vuole moralità alcuna, se non la propria.

“Spontaneità” è un’altra delle parole chiave spesso usate dalla Arendt. Abbiamo visto come l’azione politica abbia il pregio di fornire distinzione, cioè di distinguere gli individui, permettendo loro di venire ricordati. La politica è altresì contingenza e la spontaneità dell’azione ha il merito di riscattare l’uomo dal suo stato biologico naturale.

La Arendt vuole dimostrare che l’azione autentica non deve avere uno scopo preordinato, l’azione deve sempre essere un gesto spontaneo; l’azione stessa assume il ruolo di scopo.

È questa, in estrema sintesi, la filosofia politica di Hannah Arendt, un pensiero influenzato fortemente dalla filosofia antica, quella di Platone e di Aristotele su tutte (forse anche per questo mi sento particolarmente vicino all’autrice).

Il mio consiglio è quello di leggere “Vita Activa”, dove vengono spiegati in maniera più che esaustiva tutti i temi qui toccati da me; e “Le origini del totalitarismo”, probabilmente il capolavoro di Hannah Arendt.

“La banalità del male” è quasi sicuramente il suo libro più famoso. È il testo dove racconta del “processo Eichmann” tenuto a Gerusalemme nel 1961; la Arendt, che in quel periodo collaborava con alcune testate giornalistiche statunitensi, fu inviata dal New Yorker come reporter. La sua cronaca del processo fu estremamente condannata dall’establishment ebraico; il motivo risiedeva nell’atteggiamento ritenuto troppo morbido nel descrivere l’imputato nazista (un uomo terribilmente normale), da parte della Arendt.

Hannah soffrì moltissimo per le dichiarazioni dei massimi esponenti della comunità ebraica. Questo fu un esempio ulteriore che ben spiega la morale arendtiana: il suo intento, infatti, fu sempre quello di conoscere e di capire senza farsi influenzare dai sentimenti particolari, dalle sue emozioni.

Una deontologia kantiana in piena regola.