Pensieri giacobini

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Nel ragionare su ciò che qualcuno ha definito la “casta politica”, mi è sorta l’immagine di un gruppo che non fa “specie a sè”.

In effetti una specie, se contemplata dall’esterno, dimostra di essere strutturata da individui tra loro molto simili. Non mi pare che sia questo il caso, almeno non a un primo sguardo: la “casta”, infatti, vuole che emergano delle forti differenze interne, agli occhi di chi la osserva, e che si continui a parlare di destra conservatrice/reazionaria e di sinistra rivoluzionaria. Schemi sicuramente legati al passato e che hanno subito una metamorfosi rispetto a prima.

Guardiamo solo al caso della proletarizzazione dei partiti di destra: un tempo non troppo lontano non era forse la sinistra che attingeva al bacino degli operai?

Tali differenze, ragionandoci, si rivelano dunque effimere.

Lo dimostra la società, la quale riproduce la “casta” secondo le disuguaglianze che lei stessa impone, disuguaglianze che in realtà non esistono. La “casta”, vista dal di dentro, dagli occhi di chi ne fa parte, non vede differenza se non nella dicotomia dentro/fuori.

Non è questa una sopravvivenza legata ad un “fine inganno”?
Eppure questa è politica; e così è da quando la politica è degenerata da “cura della città” a “cura degli interessi della città”, dal curarsi degli uomini al curarsi della sola dimensione economica; seguendo l’assunto errato per cui, rispetto alla dimensione economica, la cura degli uomini ne sia una naturale conseguenza e non un mero accidente.

Penso sia necessario fare dei passi a ritroso, non con il fine di indietreggiare, bensì con quello di prendere una buona rincorsa…

Rivista culturale

Questo progetto prende forma attraverso la collaborazione di alcune persone, tutte accomunate dalla passione per la lettura, per il cinema, per la filosofia, per l’arte… insomma, per la cultura in ogni sua manifestazione. Molti di noi sono alle prime armi ma tutti vogliamo fortemente dire la nostra e intercettare un pubblico di curiosi, stimolandoli proponendo loro tematiche differenti.

L’idea fondamentale del progetto è quella di creare visibilità ai collaboratori, oltre che di fornire un servizio. Il premio, per noi, si materializzerà nel momento in cui riusciremo a generare un interesse diffuso, se saremo perciò in grado di sviluppare una rete umana di interesse e di interessi.

La rivista, quindi, non vuole essere solo un contenitore di idee, ma assumere le sembianze di un ponte, di un collegamento, di un nodo attraverso cui raggiungere più persone, per rintracciare punti di vista anche divergenti e stimolare la riflessione.

Non è un progetto chiuso, anzi! Vuole diventare un canale di incontro e di divulgazione culturale.

Chiunque volesse farne parte può scrivere all’indirizzo info.cultura.plato@gmail.com. Non attenderete molto per ricevere una risposta.

In questo articolo su infovercelli24 spiego il progetto in profondità.

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Cliccate sulla rivista e buona lettura!

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