“Siamo una Repubblica” 2 Giugno 1946

Repubblica italiana

Conosco persone, alcune a me molto care, che manifestano preoccupazione per quella che definiscono: una svolta fascista del nostro Paese.

Prima di proseguire con il mio ragionamento credo sia corretto presentarmi come elettore, almeno a grandi linee, il che ha un po’ del: “inizio un discorso sugli immigrati premettendo il fatto di non essere razzista”.
Nonostante ciò voglio correre il rischio di apparire contraddittorio e continuerò seguendo la linea narrativa che mi sono imposto.

Sin dalla mia prima volta alle urne ho votato a sinistra, seppur sia spontaneo per me collocarmi tra i moderati, forse perché il descrivermi come un “elettore trasversale” mi pare non immediato al fine di chiarire la mia reale collocazione politica, che meriterebbe una spiegazione ben più approfondita (cosa che non intendo fare ora e in questa sede, anche solo per non tediare troppo il lettore).
Il fatto che io sia circondato da un alone di turbamento e di preoccupazione, ma soprattutto che i miei sentimenti si dimostrino immuni al contagio, mi induce a soffermarmi e a riflettere.

Innanzitutto mi chiedo:
– È un abbaglio il mio non vedere la “svolta fascista” del nostro Paese?
– Sono in errore a credere che il Governo appena formato rappresenti, in realtà, un elemento di positività per tutti, sia per i vincitori che per i vinti?
– Sbaglio a pensare e ad affermare che sia stato il PD ad aver scelto una linea intransigente in questi anni, percorso che inevitabilmente lo ha portato al suo declino?

Partiamo dal primo punto.
Non credo che sia corretto parlare di svolta fascista o sia giusto definire il Governo entrante “un Governo di stampo neo-fascista”. Possiamo però affermare, senza timore di smentita, che La Lega di Salvini ben si collochi, prendendo come riferimento l’asse politico Gal-Tan (Green-Alternative-Libertarian / Traditional-Authoritarian-Nationalism), in una posizione che ricalca fedelmente la nuova immagine della destra occidentale (parte Tan), con tratti di carattere populista, anti-sistema ed elementi comuni anche alla destra tradizionale conservatrice.
Il M5s non ha una posizione definita, questo deriva dalla sua struttura eterogenea, in quanto raccoglie militanti di estrazione/tradizione politica differente.
Se Salvini intercetta elettori della destra (anche estrema) e cittadini scontenti del sistema, i “grillini” annoverano un bacino elettorale ben più diversificato.
Le due formazioni al Governo non si sovrappongono totalmente, tuttavia si sostengono cercando una convergenza sui temi attraverso una contrattazione, per farlo infatti hanno formalmente stipulato un contratto di governo.
Può una maggioranza creata attraverso un contratto e non mediante un’alleanza figlia di una genetica comune, portare il Paese ad una svolta fascista? Come anticipato inizialmente la mia risposta è no.
Se la coesione nasce da un “contratto sul fare” e non da un fondamento comune (proprio perché così differenti geneticamente), i due movimenti devono dimostrarsi responsabili di un controllo formale dell’uno nei confronti dell’altro.
Penso che sia sufficiente questo a motivare, i più pessimisti, al non rievocare i demoni di un tragico passato.

Sulla seconda questione mi viene da dire, forse banalmente, che una legislatura all’opposizione non può che far bene a una ormai ex maggioranza, divisa al suo interno e invisa al “pubblico”.
Il processo di accountability si è qui manifestato nella sua cruda e brutale interezza. Solitamente, la bocciatura degli elettori alla propria compagine, avviene in elezioni meno importanti, prendendo la forma di un ammonimento, le sembianze di un avvertimento. In questo caso non è più l’espressione di una banale ammenda, bensì è una bocciatura in piena regola. Non è una minaccia, ma il capitolo conclusivo di un sodalizio fallito tra una buona parte degli elettori e il proprio partito.
Per i vincitori il discorso è differente: possono finalmente dimostrare di saper governare, di essere in grado di risolvere i problemi della Nazione.
Siamo tutti in attesa dei primi risultati per poterli giudicare, nel bene e nel male.
Non mi sembra che ci sia altro da dire per rispondere al quesito, se non concludere augurando al Partito Democratico di ritrovare la giusta strada, quella che possa ricondurlo al “cospetto del cittadino”.

Da questo ragionamento il passo che porta al rispondere all’ultima questione è breve.
Gli slogan anti Europa, o quelli anti élite, nascono dalla sensazione, comune a molti (il voto ha parlato, anzi urlato), per cui il sistema politico, la sinistra in testa, abbia smarrito il concetto di sovranità nazionale, che abbia perso di vista il suo tradizionale bacino di elettori e che sia convinto di non dover rendere conto delle proprie decisioni, come se fosse protetto da un salvacondotto di natura patriarcale, parente stretto del motto: “quello che stiamo facendo è per il vostro bene”.

La politica, almeno io mi sono fatto quest’idea, deve manifestarsi come l’attività del-fare-per-la-comunità. Naturalmente questa attività non può che produrre effetti su tutti i membri della società, dunque su gli stessi politici che se ne fanno carico.
Questo fare-per-gli-altri, e dunque per sè, quando ben visibile e ben riconoscibile, ha altresì il dono di avvicinare la società civile alla politica, di rinforzate i legami tra di essi, di creare capitale sociale e fiducia.
Riprendendo il filosofo Paul Ricoeur, mi viene da dire che il politico deve saper mescolare al meglio la dimensione morale/kantiana relativa al dovere, con quella etica/aristotelica relativa al fine, un fine che altro non è che il bene comune.
Mi è capitato di sentire, parole proferite dalla bocca di un rappresentante politico (che conosco personalmente), che le decisioni politiche devono essere spiegate, ma nel momento in cui il cittadino non ne capisce il significato (o la strategia di fondo) allora il problema non è più del politico.
Io gli rispondo qui, ora, che i cittadini non devono capire per forza, le persone non hanno il dovere di capire le regole del gioco; desipere est iuris gentium, diceva Schopenhauer (essere irragionevoli è un diritto naturale); tuttavia la politica, quella democratica, oltre ad aver l’obbligo di fare gli interessi di tutti (il che non vuol dire accontentare tutti indiscriminatamente), dovrebbe lavorare per mantenere sempre viva la propria credibilità agli occhi dei cittadini, di tutti i cittadini, se non altro per una questione di sopravvivenza politica.
Nel momento in cui chi ha governato non è stato capace di trovare un giusto equilibrio in tal senso, non pare ragionevole imputare la responsabilità del fallimento elettorale alla coscienza frivola del cittadino/elettore o al suo essere sprovveduto o irragionevole. Credo proprio che sia palese quanto il problema sia solo del politico e non del cittadino.

Platone parlava del potere come di una forza che logora l’uomo.
Andreotti ci ha lasciato il detto per cui il potere logora, ma chi non ce l’ha.

Il fare-per in opposizione al fare-contro.

Io credo che solo nel momento in cui il fare-per sarà comune al Governo e all’opposizione, potremo davvero parlare di terza Repubblica.

 

Votare: da homo sapiens a homo videns

voto

Il voto è alle porte e rappresenta il momento nel quale il cittadino ha la reale occasione di esercitare la propria sovranità; un esercizio democratico a cui oggi, purtroppo, tanti elettori preferiscono rinunciare.

Non c’è dubbio sul fatto che i cittadini italiani, storicamente i più assidui frequentatori della cabina elettorale, negli ultimi 30 anni si siano adeguati al trend astensionista occidentale (anche la letteratura scientifica sull’argomento è concorde).

Il messaggio del “dovere civico”, oggi, non sembra far breccia nella coscienza degli elettori.

Una spiegazione plausibile potrebbe risiedere nella sfiducia verso le istituzioni e nel disinteresse per la politica in generale, due temi tra loro strettamente imparentati. Tuttavia questi sono solo due degli elementi che strutturano un dato composito ben più articolato e complesso.

Emanuele Ferragina, in un suo libro pubblicato nel 2014, ci ha parlato di una maggioranza invisibile costituita dai non rappresentati della nostra politica: sono i disoccupati, i neet (Not in Education, Employment or Training), i pensionati meno abbienti e i precari. Una maggioranza silenziosa fatta di tanti (tantissimi) individui che intraprendono la via della rinuncia al voto.

Di particolare attrattiva, per i politologi, è il cosiddetto astensionismo intermittente (sono coloro, cioè, che votano solo in certe occasioni), un fenomeno che funge sempre più spesso da ago della bilancia negli appuntamenti che contano (le “Politiche” ad esempio).

Se dovessi dare un parere personale direi che quando a vincere è “il partito dell’astensione”, a perdere è pur sempre il movimento degli astenuti. Se nel referendum (il recente sulle riforme costituzionali ne è un esempio) il non votare rappresenta un’opzione tecnicamente valida, al contrario la chiamata alle urne per le “Politiche” vuole una scelta attiva. In quest’ultimo caso il non-voto non sceglie, il non-voto subisce la scelta di altri.

Riflettere su questi argomenti mi riporta alla memoria le parole di Giovanni Sartori secondo il quale, e lo ha scritto in un suo testo nel 1997, noi tutti (chi più chi meno) siamo ormai passati dallo stato di homo sapiens a quello di homo videns. Sartori parlava della spettacolarizzazione politica, della politica televisiva, di un prodotto nel quale gli aspetti scandalistici diventano rilevanti, a discapito (purtroppo) degli elementi sostanziali, cioè i temi e i programmi politici. Approfondire costa! Costa tempo, risorse intellettuali, sacrificio. L’elettore mediamente si accontenta delle notizie sui telegiornali, sui giornali e delle news (spesso delle fake-news) sul web. Approfondire ha un prezzo, al quale molti cittadini si sottraggono.

Esistono dei software in rete (alcuni sofisticati, voluti da università importanti, altri meno attendibili) che permettono di verificare la propria posizione politica su una mappa o su un grafico; il tutto attraverso la somministrazione di un questionario, di una batteria di domane mirate. Si tratta del cosiddetto Voting Advice Application, strumento che potrebbe essere una alternativa, se ben strutturata, per aiutare i più indecisi a collocarsi all’interno dello spazio politico di cui sono parte.

Riporto di seguito un link dove procedere con il quiz-test: Test_Politico

Ho deciso, sulla base di questo tipo di ragionamento, di riassumere i programmi politici pubblicati dal PD, dal M5s, dalla coalizione di Destra, cioè delle tre realtà politiche più forti attualmente in Italia, in tre link riportati in calce a questo articolo. L’ho fatto con un intento divulgativo, confidando che possa materializzarsi quale strumento utile ai lettori per meglio comprendere la progettualità politica dei nostri rappresentanti, che è ciò che veramente conta in sede di decisione di voto.

Programma M5S

Programma PD

Programma Coalizione di Destra

Programma PD

Programma del Partito Democratico (PD)

https://programma2018.partitodemocratico.it/nessuna-promessa-programma-credibile/

pd-logo.jpgSul sito web del PD è possibile trovare tre versioni del programma scritto per le elezioni politiche di quest’anno:

  1. Una versione allargata, di una sessantina di pagine;
  2. Una versione sintetica, di circa 15 pagine;
  3. Una versione a punti, cento punti per veicolare il proprio messaggio programmatico.

A valle della lettura di tutte e tre le versioni, ho preso in considerazione la terza, che ho giudicato la migliore perché più smart e diretta. Ho cercato di fare ordine tra i punti, raggruppandoli per macro/aree, quest’ultime scelte da me in modo arbitrario. Il PD vuole continuare a percorrere la strada intrapresa con il Governo Renzi e Gentiloni. Temi che saltano all’occhio:

  • Salario minimo garantito
  • 80 euro estesi anche alla Partite Iva/Autonomi
  • Diritto di cittadinanza ai minori cresciuti in Italia
  • Riforma giustizia
  • Riduzione di 4 punti % del cuneo retributivo

Il risultato è quello che segue:

Ecologia:

  • Realizzazione di un Piano Nazionale per valorizzare le opportunità economiche e ambientali dello sviluppo dell’economia circolare.
  • Raggiungere quota quindicimila colonnine elettriche nell’arco della legislatura.
  • Trasformare le auto blu in auto verdi, tutte rigorosamente elettriche.
  • Introdurre 33 milioni di contatori digitali di ultima generazione per oltre due miliardi di investimento allo scopo di migliorare l’efficienza energetica in ogni edificio.
  • Rilanciare un piano di illuminazione a LED del patrimonio pubblico e delle strade cittadine.
  • Realizzare gli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale e ridurre emissioni e inquinamento da plastiche, ponendo l’Italia in anticipo sugli altri Paesi nella lotta contro i rischi del cambiamento climatico.

Famiglia:

  • Realizzare un piano nazionale di asili nido da 100 milioni di € l’anno per tutta la legislatura.
  • Estendere una misura universale di sostegno, a partire da 80€ in più al mese, per ogni figlio fino ai 18 anni.
  • Istituire la Carta Universale dei Servizi dell’Infanzia (400€ al mese per i primi tre anni da spendere per asilo, servizi di cura, baby sitter).
  • Mutuare dall’esperienza del RBE spagnolo (reddito base emancipazione) la detrazione di 150€ mensili fino a 30.000€ di reddito per agevolare chi decide di uscire di casa prima dei 30 anni.
  • Incentivi fiscali alle famiglie che necessitano del sostegno di badanti o di ricovero in case di cura per migliorare la qualità della vita.

Giustizia:

  • Introdotto il processo telematico civile, riducendo i tempi della giustizia e semplificando il sistema. Estendere il processo telematico anche al processo penale.
  • Investire per fondi su nuovi carceri e su ristrutturazione carceri esistenti, valorizzando la funzione rieducativa e garantendo la certezza della pena.
  • Riqualificazione del personale amministrativo per snellire e digitalizzare i processi.
  • Valorizzare l’Agenzia per i Beni Confiscati per permettere una migliore gestione dei beni strappati alla mafia.
  • Rafforzare gli strumenti e realizzazione nell’arco della legislatura di una normativa nazionale sulle lobby.

Grandi opere e nuove tecnologie:

  • Accelerazione delle procedure nella ricostruzione delle aree terremotate.
  • Realizzare le opere ancora in ritardo come la 106 Ionica, i cantieri siciliani, la Tirrenica, la Cispadana, la Asti Cuneo, la Gronda.
  • Essere leader nella diffusione del 5G.
  • Concludere i cantieri aperti a cominciare da quelli del Bisagno, dell’Arno, del Seveso.
  • Essendo stati stanziati i denari per la bonifica dei principali siti inquinati a cominciare da Taranto per Ilva, Casale Monferrato, Bagnoli e Terra dei Fuochi, verificare semestralmente lo stato di attuazione dei lavori con procedure partecipate.

Immigrazione:

  • Investimenti mirati in particolar modo in Africa alla luce del progetto “Migration Compact”.
  • Vogliamo approvare la legge sul diritto di cittadinanza per i minori nati e cresciuti in Italia.
  • Vogliamo cambiare il principio scellerato del Trattato di Dublino firmato nel 2003 che lascia la gestione dell’immigrazione ai soli Stati di approdo.
  • Vogliamo condizionare i fondi europei della prossima programmazione al principio di solidarietà: chi non aiuta gli altri Stati nella gestione dell’immigrazione deve rinunciare all’aiuto economico italiano nel Bilancio.

Lavoro e Impresa:

  • Ridurre il cuneo contributivo di 4 punti in 4 anni (dal 33% al 29%).
  • Salario minimo legale per combattere i lavori sottopagati.
  • Una legge sulla rappresentanza sindacale per evitare che micro-sigle sindacali condizionino la vita di tutti i cittadini con scioperi selvaggi.
  • Attribuire una tessera gratuita di sei mesi per viaggiare sui treni per chi perde il posto di lavoro.
  • Riduzione ulteriore dell’IRES e dell’IRI per piccole imprese fino al 22% : uno dei livelli più bassi in tutta Europa.
  • Aumentare le deduzioni IMU per i fondi di professionisti, artigiani e commercianti
  • Estendere i PIR anche oltre l’attuale perimetro di legge per consentire alle piccole imprese innovative di competere di più e valorizzare il risparmio italiano.
  • Istituire uno strumento di formazione personale per un monte ore complessivo minimo iniziale di 150 ore: formazione permanente e capitale umano.
  • Estendere la misura degli 80 euro anche alle partite IVA e agli autonomi fino ai 26.000€ lordi.
  • Ridurre il carico fiscale per le nuove assunzioni e le stabilizzazioni come già predisposto per il mondo sportivo.
  • Disoccupazione: vogliamo scendere sotto il 9% nell’arco della legislatura.
  • Disoccupazione giovanile: vogliamo scendere sotto il 20% nell’arco della legislatura.
  • Occupati: vogliamo arrivare a quota 24 milioni di occupati nell’arco della legislatura.

Politiche di inclusione economica e sociale e aiuto alle fasce dei cittadini più deboli, politiche per i giovani, politiche di educazione civica, politiche per le pari opportunità:

  • Rendere concreto l’inserimento sul lavoro delle persone con disturbi allo spettro autistico.
  • Creare speciali forme di aiuto, specie abitative, per i padri separati.
  • Raddoppiare i fondi per il reddito di inclusione.
  • Introdurre la pensione di garanzia per i più giovani.
  • Allargare le condizioni per usufruire dell’APE sociale.
  • Prevedere un servizio civile di un mese come forma di educazione civica per tutte e per tutti.
  • Raddoppiare lo stanziamento per le periferie e le aree degradate nel corso della legislatura.
  • Intensificare nelle scuole campagne per l’educazione stradale e sui rischi, specie per chi guida, dell’assunzione di sostanze.
  • Investimento di due miliardi di euro per rafforzare l’indennità di accompagnamento, graduando l’aumento sulla base del bisogno dei singoli.
  • Vogliamo affermare il principio concreto della parità di salario tra uomo e donna.
  • Modificare la legge sulle adozioni nazionali nell’arco della legislatura.
  • Graduale smartworking per il periodo iniziale post gravidanza e estensione del congedo parentale.
  • Garantire una più forte deducibilità fiscale a chi investe nel sociale, nella ricerca, nell’associazionismo.

Politiche nazionali e comunitarie:

  • Tornare ai parametri di Maastricht rispettando la regola del 3%, ma facendo scendere il debito secondo il principio per cui “Vogliamo ridurre il rapporto debito/PIL gradualmente portando nei prossimi dieci anni il rapporto debito/PIL dal 132% al 100%”.
  • Proporre nuove regole per Europa politica: seggi transnazionali, EuroBond, Ministro finanze europeo, Elezione diretta del presidente della Commissione.
  • Raggiungere l’obiettivo di 50 miliardi di export nell’agroalimentare.
  • Agevolare nella legalità l’ingresso delle giovani nel lavoro agricolo, in particolar modo nel Mezzogiorno.
  • Insistere perché l’Europa sia innanzitutto un’Unione Sociale e non solo un’Unione Bancaria, attraverso il servizio civile europeo, l’assicurazione contro la disoccupazione, gli strumenti di protezione sociale.
  • Affermare i nostri principi nella Children Union a livello europeo.
  • Approvare una legge sulla democrazia interna e la trasparenza di tutti i movimenti politici.
  • Recuperare un punto di PIL nell’arco della prossima legislatura attraverso la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
  • Vogliamo portare il PIL a una crescita superiore al 2%.

Pubblica Amministrazione:

  • Tetto di stipendio ai manager del pubblico (già fatto) e proporre che la stessa regola sia adottata anche da tutti gli organi istituzionali che oggi possono derogare a questo principio, a cominciare dalla Camera e dal Senato.
  • Raddoppiare i fondi della legge sui piccoli comuni.
  • Premiare comunque i tanti dipendenti pubblici di qualità attraverso misure di incentivazione previste dal rinnovo del contratto.

Sanità:

  • Aumentare i fondi nazionali per i farmaci innovativi specie nel settore oncologico e la ricerca contro le malattie rare, agevolando gli investimenti imprenditoriali della ricerca farmaceutica in Italia.
  • Investire sulla digitalizzazione della sanità e sul capitale umano dei professionisti della salute, riducendo le liste d’attesa sulla base del modello emiliano.
  • Rispettare in modo rigoroso il limite dell’aggiornamento triennale dei LEA per prendersi cura in modo più efficace di chi vive una situazione di difficoltà.

Scuola, Cultura, sport:

  • Portare a centomila il numero degli studenti degli ITS (istituti tecnici superiori): nel tempo dell’intelligenza artificiale e della robotica, il futuro dell’Italia parte dalla formazione e dalle competenze.
  • Aprire i musei principali fino a mezzanotte tutti i giorni per consentire alle città di ampliare offerta culturale.
  • Creare una struttura simile a Napoli in collaborazione con i grandi player multinazionali dell’innovazione tecnologica (Apple, Cisco) già presenti sul territorio con le università del territorio.
  • Realizzare il progetto Matera Capitale europea della cultura 2019 per rilanciare e riscattare l’intero Mezzogiorno.
  • Vogliamo assumere diecimila ricercatori universitari di tipo B.
  • Aumentare il tempo pieno al sud e imponendo limiti inderogabili al numero degli alunni nelle classi.
  • Rinnovare il contratto degli insegnanti in modo regolare e continuativo, con la valorizzazione del merito e delle competenze.
  • Combattere la burocrazia scolastica che spesso fa passare interi pomeriggi a riempire moduli inutili a professori e personale della scuola.
  • Eliminazione delle spese per cultura e sicurezza dalle regole fiscali europee e dai limiti del patto di stabilità.
  • Bonus cultura 18enni: rendere strutturale questo investimento che segna una scommessa forte sull’identità culturale italiana contro chi dice: “Con la cultura non si mangia”.
  • Realizzare la legge quadro sullo sport, con particolare attenzione a rafforzare il binomio sport-scuola con l’intensificazione dell’educazione fisica fin dalle scuole primarie.
  • Estenderne i benefici al progetto Cultura 4.0.
  • Introdotto l’Art Bonus con la deducibilità fiscale per chi investe in cultura, estendere la misura a tutte le realtà culturali, anche non statali.

Semplificazione:

  • Verifica semestrale dello Stato di Attuazione dei lavori con procedure di coinvolgimento online dei cittadini sull’esecuzione delle opere.
  • Rendere strutturale il credito di imposta per spese in ricerca e sviluppo.
  • Investire nella semplificazione del fisco e nell’incrocio delle banche dati per pagare tutti, pagare meno.
  • Riorganizzare la giustizia tributaria e semplificare le regole in un unico codice tributario.
  • Estendere l’opzione della precompilata anche ai lavoratori autonomi e ai piccoli imprenditori.
  • Incentivare ogni tipo di strumento di pagamento digitale con particolare riguardo al progetto PagoPA che semplifica le transazioni digitali con la Pubblica Amministrazioni.

Sicurezza:

  • Finanziare 50.000 nuove videocamere per la sorveglianza su tutto il territorio nazionali.
  • Sostegno ai nostri militari impegnati con straordinaria professionalità in prima linea all’estero e nei confini nazionali e allargamento della nostra iniziativa all’estero con il progetto Caschi Blu della Cultura.
  • Creare una campagna contro le false notizie, antiscientifiche, che generano terrore e disinformazione.
  • Inasprire le pene e le sanzioni per i manager e gli amministratori colpevoli dei dissesti e per i responsabili di omessa vigilanza.
  • Violenza sulle donne: Investire sulla formazione permanente e sul coinvolgimento di insegnanti nelle scuole con il sostegno delle forze dell’ordine.

Tasse:

  • Canone RAI: scendere ulteriormente garantendo la qualità del servizio pubblico ma azzerando il canone alle categorie meno abbienti.
  • Rilanciare battaglia su etichettatura prodotto per affermare idea del consumo consapevole e dalla tracciabilità e chiarezza della filiera.
  • Far pagare alle aziende online che lavorano in Italia le stesse tasse delle aziende offline: stesse condizioni, uguali tasse.

Trasporti:

  • Accelerazione linee Milano-Venezia, Napoli-Bari, Catania-Palermo.
  • Realizzazione delle quattro ciclovie nazionali: Veneto/Torino (Vento), Grande Raccordo Anulare delle Bici a Roma (Grab), Sole, Pugliese.
  • Acquistare nuovi materiale rotabile e bus per dimezzare l’età media della flotta entro la fine della legislatura.
  • Stanziare 10 miliardi per edilizia scolastica.

Turismo:

  • Predisporre strumenti di incentivi fiscali sul modello dell’iperammortamento per chi riqualifica gli alberghi e le strutture ricettive.

 

Programma M5S

Programma del Movimento 5 Stelle (M5S)

logo-movimento-cinquestelleIl programma del M5S consta di 24 sottoprogrammi che abbracciano altrettante aree tematiche di riferimento. Il mio lavoro è stato quello di estrapolare e riassumere (in modo arbitrario) gli obiettivi caratterizzanti ogni singola macro area.

Il M5S ha ulteriormente sintetizzato la propria progettualità di governo in 20 punti programmatici, disponibili a questo link.

Il focus è, naturalmente, simile ai programmi degli altri partiti politici; il programma dirige lo sguardo verso la lotta alla burocrazia e alla corruzione; vuole il taglio del costo della politica e delle tasse; punta alla riforma della giustizia e della scuola; abbraccia il problema “immigrazione”, etc…

Il cavallo di battaglia del Movimento rimane sempre il reddito di cittadinanza (e la pensione di cittadinanza) e la questione ecologica, la sostenibilità e la tutela ambientale, oltre che il superamento della cosiddetta legge Fornero.

Di seguito vengono riportati i 24 sottoprogrammi del M5S:

 

  1. PROGRAMMA AFFARI COSTITUZIONALI

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Affari-Costituzionali.pdf

Obiettivi:

  • Ridimensionamento stipendi, rimborsi e vitalizi
    • Una prima area d’intervento di revisione costituzionale è giustificata dalla necessità di combattere gli eccessi e i privilegi della classe politica. I traguardi che ci prefiggiamo di raggiungere riguardano, ad esempio, il ridimensionamento degli stipendi, dei rimborsi e dei vitalizi.
  • Lotta al trasformismo
    • L’ultima legislatura ha registrato circa 500 voltagabbana da parte di diversi parlamentari. Nuovi partiti, con programmi del tutto diversi da quelli inizialmente approvati, sono nati direttamente in Parlamento, usufruendo dei finanziamenti pubblici pur senza ottemperare la volontà del popolo. Per rispettare la volontà degli elettori, quindi, occorre arrestare il fenomeno del trasformismo in Parlamento, obbligando i suoi componenti a conformarsi al mandato ricevuto.
  • Conflitto d’interessi
    • Abbiamo potuto constatare come il conflitto d’interessi nasca già nelle aule parlamentari, dove i legislatori sono, talvolta, i soggetti che versano in gravi situazioni d’incompatibilità. Per risolvere davvero il male endemico del conflitto d’interessi che pregiudica tutta l’azione della politica, intendiamo innanzitutto rivoluzionare l’ambito di applicazione della disciplina estendendo l’ipotesi di conflitto oltre il mero interesse economico. Intendiamo inoltre estendere l’applicazione della disciplina a incarichi non governativi, ossia a tutti quei soggetti che, pur non ricoprendo ruoli governativi, hanno potere e capacità di influenzare decisioni politiche o che riguardano la gestione della cosa pubblica, come ad esempio i sindaci delle grandi città o i dirigenti delle società partecipate dallo Stato.
  • Abusi fondazioni politiche
    • Troppo spesso fondazioni, associazioni e cosiddetti think thank, dietro l’intento di sviluppare tematiche politiche da proporre ai partiti, nascondono finalità di finanziamento degli stessi politici e delle relative campagne elettorali. Il finanziamento della politica è da sempre al centro delle attenzioni del Movimento 5 Stelle, in quanto la qualità della nostra democrazia dipende anche da questo. Allo scopo di porre fine a questo fenomeno, non intendiamo eliminare le fondazioni, spesso portatrici di voci articolate capaci di fornire spunti eccellenti al decisore politico, bensì rendere trasparente la loro attività finanziaria.

 

  1. PROGRAMMA AGRICOLTURA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Agricoltura.pdf

Obiettivi:

  • Un prezzo equo per le materie prime.
    • È necessario ristabilire gli equilibri e i rapporti di forza all’interno della filiera tra agricoltori e industria della trasformazione e distribuzione, attraverso un prezzo equo per produttori e consumatori.
  • Potenziare l’offerta nazionale per il fabbisogno alimentare.
    • potenziare l’offerta nazionale di materie prime in modo da soddisfare la domanda degli agricoltori italiani e valorizzare le eccellenze dei nostri territori.
  • Difendere sovranità alimentare e Made in Italy.
    • Le politiche europee spesso non tutelano le eccellenze italiane e risentono di influenze che sono proprie delle logiche lobbistiche.
  • Semplificazione burocratica e misure fiscali per il territorio.
    • Occorre pertanto semplificare le procedure burocratiche, l’accesso al credito, soprattutto per i giovani, e a partire dai fondi PAC, ridurre la pressione fiscale sulle Pmi agricole.
  • Incentivare un modello di agricoltura sostenibile
    • Il modello agricolo del Movimento 5 Stelle è sostenibile sia da un punto di vista ambientale che sociale. Il nostro Made in Italy non deve essere più inquinato dal caporalato e dallo sfruttamento del lavoro in agricoltura, né dall’uso di sostanze nocive per ambiente e salute o di metodi cruenti per gli animali da reddito.

 

  1. PROGRAMMA AMBIENTE

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Ambiente.pdf

Obiettivi:

  • Accesso più veloce alle informazioni
    • necessità di un maggiore e più veloce accesso alle informazioni nonché la sostanziale e progressiva consapevolezza ambientale acquisita dagli individui, dalle associazioni, dai comitati e da altri enti, alla luce del modello di sviluppo industriale e infrastrutturale maturato negli ultimi decenni. È necessario sanzionare chi non fornisce i dati senza adeguata motivazione.
  • Sostenibilità ambientale
    • Superare l’attuale antinomia tra sviluppo economico e tutela ambientale.
  • Bonifiche e il caso Terra dei Fuochi
    • Rimuovere gli impedimenti (come legislatori abbiamo l’onere di rimuovere gli impedimenti normativi e non, per favorire le condizioni che consentiranno di provvedere alle bonifiche dei territori contaminati. A tal fine sono necessari ingenti investimenti).
    • Controllo del territorio, NO inceneritori, indagini cliniche ed epidemiologiche, tavolo tecnico permanente (bisogna avviare, con un adeguato coinvolgimento del Ministero della salute. Necessario istituire un tavolo tecnico permanente, che funga da cabina di regia, presso il Ministero dell’ambiente e per la tutela del territorio e del mare nel quale siano coinvolte le associazioni e i comitati di cittadini da anni impegnati nelle lotte a difesa del territorio).
  • Gestione dei rifiuti
    • Cambiamento del modello culturale (la realizzazione di questo obiettivo necessita non solo di interventi legislativi ma anche di un’educazione culturale dei cittadini).
  • Acqua pubblica partecipata e trasparente
    • Qualità dell’acqua, concessioni per le acque minerali, investimenti nelle infrastrutture idriche (verifica dello stato in essere a valle dell’applicazione del Decreto 31/2001. Soluzioni relative all’ingente impiego di plastica e per l’inquinamento prodotto dai mezzi per il trasporto delle acque imbottigliate. È necessario un piano straordinario di investimenti nel settore idrico).
  • Pianificazione sostenibile dei territori
    • Da alcuni anni, la questione abitativa ha assunto una nuova centralità: il mercato immobiliare, infatti, risponde con sempre maggiore difficoltà ai fabbisogni, non solo delle fasce sociali più deboli, ma anche di quella fascia intermedia fatta di persone sole, nuclei familiari monogenitoriali, giovani coppie, lavoratori precari, migranti, studenti, anziani soli. Quindi quella che viene definita come emergenza abitativa è sempre più determinata non solo dalla domanda di alloggi di chi non ha una casa in cui vivere, ma anche da chi ha una casa e paga, con sempre maggiore difficoltà, un canone di affitto o una rata di mutuo. Per questo motivo, per definire politiche abitative serie, dovremo ripartire anche da questo dato sostenendo e tutelando maggiormente questa ampia fascia di cittadini.
  • Difesa dei parchi e delle aree protette
  • Mobilità sostenibile
    • Per quanto riguarda il settore del turismo sostenibile, l’Italia si trova in una posizione di arretratezza rispetto alla situazione europea.
  • Stop alle trivellazioni
    • Il M5S dice stop a nuove autorizzazioni per trivellazioni in terra e in mare e tenterà di limitare le trivellazioni esistenti, di fermarle a scadenza delle attuali autorizzazioni, di sottoporre a valutazione ambientale tutti gli impianti di trivellazione di qualsiasi scala non ancora sottoposti a VIA.
  • Nuova governance ambientale
    • La volontà è quella di avere a livello nazionale una voce unica e autorevole che fornisca le informazioni necessarie, i monitoraggi e che faccia ricerca applicata ai controlli in campo ambientale, attività atte a tutelare sia l’ambiente che la salute dei cittadini attraverso controlli mirati del territorio e dei fattori ambientali regolati per legge.
    • Puntiamo alla liquidazione di SOGESID SpA e al conseguente trasferimento di tutte le sue funzioni in capo al Ministero dell’Ambiente.
    • Impegno concreto contro i reati ambientali.

 

  1. PROGRAMMA BANCHE

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Banche.pdf

Obiettivi:

  • Nazionalizzazione/Riforma Banca d’Italia.
  • Riforma Attività di vigilanza.
  • Risarcimento dei risparmiatori truffati.
  • Separazione Banche commerciali/banche d’affari.
  • Banca Pubblica per gli Investimenti-BPI.
  • Sistema Pagamenti dei Cittadini-SPC.
  • Legge Investimento e risparmio.
  • Riforma tassi usura e divieto anatocismo bancario.
  • Gestione crediti deteriorati.
  • Riforma penale.

Particolarmente interessante il punto riguardante i “Reati e le Pene” per i trasgressori sul tema “Banche”. Viene previsto l’innalzamento della pena per i seguenti reati:

  • False comunicazioni sociali: da 3 a 6 anni di reclusione
  • False comunicazioni sociali per quotata: da 5 a 10 anni di reclusione
  • Aggiotaggio: da 3 a 6 anni di reclusione
  • Manipolazione del mercato: da 6 a 12 anni di reclusione
  • Illecita influenza sull’assemblea e infedeltà patrimoniale: da 3 a 6 anni
  • Formazione fittizia del capitale: da 3 a sei anni, raddoppiati in caso di società quotata.
  • Illegale ripartizione degli utili e delle riserve: da 3 a sei anni
  • Truffa

 

  1. PROGRAMMA BENI CULTURALI

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Beni-culturali.pdf

Obiettivi:

  • Creare prospettive di medio e lungo termine
    • Il Movimento 5 Stelle ritiene fondamentale investire nella Cultura sottraendosi a una logica di corto respiro, pensando soprattutto al medio e lungo termine, svincolandosi da prospettive opposte e altrettanto pericolose di cui le azioni degli ultimi Governi ci hanno ripetutamente dato prova. È necessario che si cominci a considerare la Cultura come elemento costitutivo e settore strategico per la crescita del Paese, considerando anche il contesto di un mondo del lavoro destinato a mutare i suoi contorni sulla scorta di un prevedibile incremento nell’utilizzo della robotica e dell’intelligenza artificiale, che fa presupporre scenari in cui alcune professioni spariranno e altre potranno invece fiorire.

 

  1. PROGRAMMA DIFESA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Difesa.pdf

Obiettivi:

  • Tutela del personale
    • Si parla tantissimo di forze armate europee ed esercito europeo, ma i diritti dei militari italiani non sono in alcun modo tutelati, mentre in Europa si contano circa 30 associazioni e sindacati militari in 21 Paesi.
  • Gestione delle risorse
    • Oggi si spende quasi il 75% del bilancio della Difesa in stipendi delle forze armate. Gli esperti internazionali parlano di un equilibrio al 50% della spesa del personale, dato non rilevato in Italia.
  • Spese militari
    • l’Italia spende oggi per la difesa 23 miliardi di euro l’anno, cioè 64 milioni al giorno, di cui oltre 5 miliardi l’anno in armamenti. Una spesa militare ingente nella media dei Paesi NATO (Stati Uniti esclusi) e in costante aumento, + 21% nelle ultime tre legislature.
  • Patrimonio della Difesa
    • Gestire il patrimonio immobiliare della Difesa significa far assorbire al Ministero il 3% dell’intero bilancio in due settori: il patrimonio della Difesa di beni dismessi, le caserme che adesso non si usano più ed in via di dismissione, e il patrimonio abitativo della Difesa, cioè gli alloggi ad uso del personale.
  • Bilancio trasparente
    • La spesa militare italiana è uno degli aspetti più oscuri del programma di spesa dello Stato. Essa è suddivisa tra Ministero della Difesa, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero Economia e Finanze e MIUR.

 

  1. PROGRAMMA DIGITAL PA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Digital-PA.pdf

Obiettivi:

  • semplificare i rapporti tra Amministrazione e cittadini;
  • ridurre le duplicazioni di attività e controlli, garantendo che l’onere della raccolta delle informazioni già in possesso del settore pubblico gravi solo ed esclusivamente sulle amministrazioni;

 

  1. PROGRAMMA EDITORIA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Editoria.pdf

Obiettivi:

  • Nuove regole per disciplinare il sistema dei mass-media
    • Il mondo dell’editoria e dell’informazione è soggetto a una costante trasformazione, che sta rapidamente coinvolgendo forme di consumo, modelli di business, modalità di generazione, composizione e offerta del prodotto informativo, fino ad arrivare alla natura stessa della professione giornalistica. Prendere atto dell’evoluzione tecnologica e di mercato in corso, impone la necessità di adottare nuove regole che disciplinano il sistema dell’informazione.

 

  1. PROGRAMMA ENERGIA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Energia.pdf

Obiettivi:

  • Sostenibilità e Indipendenza
    • Per il Movimento 5 Stelle la priorità consiste nell’ accompagnare il nostro Paese nel concreto raggiungimento della sostenibilità e dell’indipendenza del sistema energetico, all’interno di un sistema energetico unico europeo.
  • Efficienza e uso razionale dell’energia
    • Il M5S propone, come primo punto dell’agenda, una importante riduzione dei consumi finali di energia del Paese.
  • Fonti rinnovabili
    • Il M5S propone un graduale ma deciso passaggio alle sole fonti rinnovabili per alimentare il sistema. Per arrivare a realizzare quest’obiettivo occorrerà indirizzare da subito le scelte di imprese e famiglie, attraverso la definizione e l’attribuzione al prezzo finale dei costi esterni provocati dall’utilizzo di qualunque forma di energia.
  • Aumento della penetrazione del vettore elettrico
    • Il M5S propone di incrementare fortemente la penetrazione dell’energia elettrica per soddisfare i consumi finali.
  • Tetto massimo ai consumi finali di energia
    • Il M5S ha ritenuto giusto porre tra gli obiettivi un tetto massimo ai consumi finali di energia al 2050, in coerenza con i due obiettivi generali di politica energetica prima richiamati.

 

  1. PROGRAMMA ESTERI

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Esteri.pdf

Obiettivi:

  • Sovranità e indipendenza
    • La politica estera del Movimento 5 Stelle si basa sul rispetto dell’autodeterminazione dei popoli, la sovranità, l’integrità territoriale e sul principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi. Sul rispetto del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni e sulla rigorosa applicazione dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. La domanda di partenza che ci poniamo come M5S riguarda le sfide del domani. Si possono affrontare insieme in Europa? La risposta è sì, ma come Stati sovrani, liberi e indipendenti, in grado di poter perseguire gli interessi nazionali in un mondo, finalmente, multipolare.
  • Un’Europa senza austerità
    • Come ultimo tentativo di salvataggio della zona Euro, il Movimento 5 Stelle si farà promotore di un’alleanza con i Paesi dell’Europa del sud per superare definitivamente le politiche di austerità e rigore, facendo fronte comune per ottenere una profonda riforma anche dell’Unione Europea.
  • Ripudio della guerra
    • Il Movimento 5 Stelle riconosce il diritto alla pace, inteso come diritto irrinunciabile e inalienabile di tutti i popoli della Terra. Per questo, si opporrà ad ogni intervento armato ovunque si vogliano ripercorrere gli errori del passato, fatta eccezione per le truppe di mera interposizione pacifica.

 

  1. PROGRAMMA FISCO

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Fisco.pdf

Obiettivi:

  • Riduzione carico fiscale complessivo per famiglie e imprese.
  • Semplificazione adempimenti contabili, dichiarativi e di versamento.

 

  1. PROGRAMMA GIUSTIZIA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Giustizia.pdf

Il M5S mira in primo luogo a ridurre la durata dei processi. Oggi la giustizia in Italia ha costi e tempi proibitivi per molti. Il comparto giustizia deve puntare a riforme semplici, chiare e coerenti per di restituire certezze e fiducia ai cittadini onesti che vi fanno affidamento per il ripristino della legalità.

Obiettivi:

  • Riforma della prescrizione.
  • Utilizzo delle intercettazioni.
  • Condanne ai lavori di pubblica utilità.
  • Rapporto tra magistratura e politica.
  • Whistleblowing (premio a chi collabora contro la corruzione).
  • Ricorso in appello con la riformulazione della pena più sfavorevole per il condannato.
  • Possibilità di celebrare i processi di Mafia presso le singole sedi di corte di Appello.

 

  1. PROGRAMMA IMMIGRAZIONE

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Immigrazione.pdf

Obiettivi:

  • Equa ripartizione delle responsabilità
    • L’obiettivo che ci prefiggiamo di raggiungere è garantire all’Italia una gestione dei flussi migratori con soluzioni che guardino al breve, al medio e al lungo termine. Un ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo tra tutti gli Stati membri dell’UE garantirebbe il rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità tra tutti i Paesi dell’UE, sancito dal Trattato sul funzionamento dell’UE.
    • Proponiamo il superamento del regolamento di Dublino.
    • Rendere certe e veloci le procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato è una nostra priorità.
    • Cooperazione Internazionale.
    • Stop alla vendita di armi nei Paesi in guerra.
    • La gestione dei fondi destinati al sistema di accoglienza deve essere assolutamente trasparente, controllata e tracciata.
    • Rimpatri volontari e accordi di riammissione.
    • Tutela dei soggetti vulnerabili.
    • Contrasto ai trafficanti e agli scafisti.

 

  1. PROGRAMMA LAVORO

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Lavoro.pdf

Obiettivi:

  • Salario minimo garantito e smart-working
    • Tra gli obiettivi considerati prioritari dal Movimento 5 stelle in tema di mercato del lavoro, è possibile annoverare il raggiungimento di un salario minimo garantito, l’implementazione dello smart working, l’adozione di un equo compenso per tutti e l’introduzione di tutele nei confronti delle lavoratrici, lavoratori autonomi e non.
  • Reddito di cittadinanza
    • Di primaria importanza anche l’inserimento del reddito di cittadinanza.

 

  1. PROGRAMMA SALUTE

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Salute.pdf

Tematiche rilevanti:

  • Prevenzione e promozione della salute.
  • Salute e ambiente.
  • Salute, alimentazione e produzione alimentare.
  • Salute e attività fisica.
  • Politiche vaccinali.
  • Contrasto al fenomeno “dell’antibiotico resistenza”.
  • Contrasto al gioco d’azzardo.
  • Finanziamento delle politiche di salute e dei livelli essenziali di assistenza – Superamento della sperequazione regionale – Equità nell’accesso alle cure.
  • Appropriatezza ed efficacia del SSN.
  • Governance sanitaria.
  • Attività libero professionale.
  • Assunzioni personale sanitario e medici in formazione specialistica.
  • Lotta alla corruzione e agli sprechi.
  • Finanza di progetto in Sanità (Project Financing).
  • Ordini delle professioni sanitarie.
  • Politiche del farmaco.
  • Malattie rare e croniche.
  • Disabilità e non autosufficienza.
  • Tutela della famiglia e dei suoi componenti.
  • Politiche parità di genere.

 

  1. PROGRAMMA SCUOLA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Scuola.pdf

Obiettivi:

  • Numero alunni e riforma Gelmini
    • Tra i primi obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere c’è sicuramente la limitazione del numero di alunni per classe (massimo 20/22), allo scopo di consentire ai docenti di lavorare in un contesto organizzativo e didattico completamente diverso da quello attuale, e assicurare la giusta attenzione agli studenti con difficoltà, particolari potenzialità e diversi talenti. Cambiare la riforma Gelmini significa anche ripristinare il tempo pieno e le compresenze nel primo ciclo d’istruzione. Le compresenze di docenti in classe e la programmazione in team andrebbero poi estese anche agli altri gradi scolastici, in modo da ampliare le opportunità formative e applicare modalità didattiche innovative, diverse dalla lezione frontale.

 

  1. PROGRAMMA SICUREZZA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Sicurezza.pdf

  • Tre direttrici principali
    • In primo luogo, la nostra azione politica sarà contraddistinta dall’impegno per la tutela e l’attuazione dei diritti dei cittadini e degli operatori delle Forze dell’Ordine. Occorrono, inoltre, nuove assunzioni: nelle Forze dell’ordine a presidio della sicurezza e della legalità.
    • La seconda fondamentale dorsale della nostra visione in materia di sicurezza è l’esigenza di una forte integrazione organica dei soggetti che, a vario titolo, interagiscono nel sistema–Paese con lo scopo di assicurare la sicurezza.
    • Riteniamo, infine, irrinunciabile il massimo impegno del vertice politico del Paese, nel sostegno alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni d’avanguardia, che consistano nell’implementazione di nuove tecnologie, nell’applicazione originale delle stesse, nella concezione di nuove soluzioni strategiche e nell’applicazione alla sicurezza di ogni campo del sapere.

 

  1. PROGRAMMA SPORT

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Sport.pdf

Obiettivi:

  • Il ruolo dello Stato nel sistema sportivo italiano
    • Lo sport non può essere circoscritto alla sola competitività dei nostri migliori atleti, ma deve coinvolgere ogni attività sportiva praticata anche a livello amatoriale. Il nostro Paese, purtroppo, non riesce ancora a guardare allo sport come un fondamentale strumento di educazione e prevenzione, assumendo un ruolo sociale insostituibile e determinando, ove ben condotto, un aumento complessivo dello stato di salute di ogni persona. Questa condizione è oggi determinata proprio dall’assenza di politiche sportive adeguate.

 

  1. PROGRAMMA SVILUPPO ECONOMICO

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Sviluppo-economico.pdf

Obiettivi:

  • Sviluppo sostenibile
    • Siamo convinti che per superare e dare delle risposte a tutti i limiti del nostro sistema economico sia necessario basare lo sviluppo economico del Paese su dei principi che prendano in conto il flusso materiale nel ciclo di produzione e consumo, con un utilizzo razionale delle risorse naturali col fine di garantire uno sviluppo sostenibile nel tempo.
    • L’economia circolare in sostanza propone il superamento del modello lineare prendendo in conto un sistema economico di produzione e di scambio che, lungo tutti gli stadi del ciclo di vita dei prodotti, mira ad aumentare l’efficacia dell’utilizzazione delle risorse e diminuire l’impatto ambientale sviluppando allo stesso tempo il benessere delle persone. Occorre utilizzare misuratori economici del benessere umano, creando un nuovo modello di misura che tenga conto dei limiti posti dal modello lineare e sia proporzionato misurando il benessere effettivo e non meramente analitico, mediante i cosiddetti indicatori di benessere economico e sostenibile (BES).
  • Sviluppo tecnologico delle imprese
    • In un periodo storico in cui il modello di sviluppo economico deve necessariamente tenere presente i processi di automatizzazione e interconnessione enunciati nella quarta rivoluzione industriale, occorre incentivare ulteriormente lo sviluppo tecnologico delle imprese italiane.

 

  1. PROGRAMMA TELECOMUNICAZIONI

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Telecomunicazioni.pdf

Obiettivi:

  • Accesso a Internet
    • Il Movimento 5 Stelle s’impegna affinché l’infrastruttura di rete e la relativa gestione siano a maggioranza pubblica.
    • Tutti gli investimenti infrastrutturali degli ultimi anni, dovranno fornirci una rete che duri nel tempo, in quanto i dati storici ci dicono che la richiesta di banda aumenta 10 volte ogni sette anni. Questo aspetto spinge verso il superamento della rete in rame (100 Mbps simmetrici) e verso la costituzione di un soggetto che fa la rete ma non offre i servizi (non verticalmente integrato).

 

  1. PROGRAMMA TRASPORTI

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Trasporti.pdf

Obiettivi:

  • Riorganizzazione sistema dei trasporti

Il Programma Trasporti e Infrastrutture racchiude in sé un set di azioni da implementare nel lungo periodo:

  • Diminuire il numero di autoveicoli in circolazione;
  • Definire un piano nazionale per la mobilità collettiva pubblica e privata;
  • Eliminare i sussidi alle fonti fossili nei trasporti;
  • Diminuire il numero di spostamenti non necessari;
  • Razionalizzare gli aeroporti in base al principio della sostenibilità economica (ad eccezione del servizio di continuità territoriale);
  • Creare una macchina amministrativa efficiente: persone giuste al posto giusto;
  • Porre fine alla stagione delle grandi opere inutili;
  • Creare un processo di valutazione delle opere pubbliche trasparente e partecipato;
  • Diminuire i consumi di energia.

 

  1. PROGRAMMA TURISMO

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Turismo.pdf

Obiettivi:

  • Turismo italiano: non solo cultura
    • Crediamo che il turismo, in particolare quello italiano, non possa essere solo ed esclusivamente legato alla cultura ma debba puntare ad un’offerta molto più ampia che includa le tante potenzialità del nostro Paese.
  • Una governance unitaria per un patrimonio dai mille volti
    • Il turismo è la seconda industria del nostro Paese e una delle leve più importanti per far ripartire l’economia. È necessaria un’azione integrata anche attraverso la definizione di una governance a livello centrale tra le diverse amministrazioni competenti che rivestono un importante, seppur indiretto, impatto sul turismo, come per esempio lo Sviluppo economico e i Trasporti.
  • Una riforma fiscale e digitale
    • Pensiamo sia necessario rivedere in modo equo le tasse che gravano sul settore, in particolare TARI, IMU e tassa di soggiorno, prevedendo un’area ‘tax free’, contrastando la concorrenza sleale tra le imprese. Il Movimento 5 Stelle ritiene che occorra puntare sullo sviluppo digitale, sia attraverso un’adeguata formazione degli operatori del settore, sia tramite una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese, che frenano gli investimenti e la crescita del settore.
  • Un turismo sostenibile
    • Negli ultimi anni è cresciuta enormemente l’attenzione verso il cosiddetto turismo sostenibile o responsabile, quell’idea di viaggio come avventura di vita e di conoscenza, che ha rispetto dei luoghi scelti per essere visitati. L’Italia è un Paese ricco di luoghi di attrazione turistica di altissimo valore economico, in grado di generare reddito e occupazione per le attività imprenditoriali. La tendenza turistica attuale è sempre più rivolta verso scelte di turismo sostenibile, inteso come “soddisfazione dei bisogni del presente senza compromettere la possibilità di soddisfare quelli delle generazioni future”.

 

  1. PROGRAMMA UNIONE EUROPEA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Unione-Europea.pdf

Obiettivi:

  • Mercato unico e commercio
    • Il mercato unico non viene smantellato, ma riformato, tenendo conto delle esigenze dei cittadini. Vengono introdotti regole e controlli chiari che tengano in considerazione le esigenze locali e vedano un’applicazione attenta, così da evitare la creazione di sacche di concorrenza sleale.
    • Ogni decisione di politica commerciale, lesiva degli interessi delle piccole e medie imprese, dev’essere abbandonata: bisogna intervenire per salvaguardare le eccellenze del Made in Italy dagli effetti negativi derivanti dall’importazione riducendo ai minimi termini l’import di prodotti concorrenti come l’olio tunisino, le arance marocchine, il grano ucraino e il riso asiatico, sulla base della produzione europea e della capacità di assorbimento del mercato.
  • Economia e Unione Monetaria
    • Riteniamo indispensabile introdurre nei trattati e nel quadro normativo europeo alcune specifiche procedure tecniche, economiche e giuridiche che consentano agli Stati membri di recedere dall’unione monetaria o di restarne fuori attraverso una clausola di opt-out permanente, nel caso in cui ci sia una chiara volontà popolare in tal senso. Se non fosse possibile raggiungere compromessi accettabili in questa direzione, riteniamo irrinunciabile restituire agli Stati membri sovranità in ambito economico monetario.
  • Schengen, Immigrazione
    • Il Movimento 5 Stelle è favorevole a una revisione del Regolamento di Dublino, nel rispetto dei principi di cooperazione ed equa ripartizione delle responsabilità tra tutti i Paesi dell’UE.
  • Politica estera e difesa
    • Chiediamo l’immediata sospensione di tutti gli accordi e dei rimpatri verso i Paesi extra UE che violano i diritti umani, usando la leva degli accordi commerciali e di cooperazione allo sviluppo per pretendere il rispetto dei diritti umani e ambientali.
  • Budget europeo
    • Il Movimento 5 Stelle s’impegna per una riduzione sostanziale del budget europeo, con tagli drastici degli stipendi dei parlamentari, eliminando ogni forma di benefit e privilegio.
  • Una nuova governance europea
    • L’Unione europea deve rimettere al centro del potere decisionale il cittadino incrementando la sua rappresentatività e democraticità. Le sue politiche non devono essere imposte dall’alto ma vagliate dalla volontà popolare, ampliando e rafforzando l’uso di tutti gli strumenti di democrazia diretta e partecipata.
  • Energia, materia e resilienza
    • Per ridurre e tendenzialmente azzerare la necessità d’importazione di minerali e materie prime e seconde da Paesi extra europei, va spinto l’acceleratore all’implementazione radicale dell’economia circolare in tutti i cicli produttivi e di consumo, attraverso le buone pratiche del riciclo e del riuso integrale di manufatti e materiali, ma anche vietando l’obsolescenza programmata dei prodotti.

 

  1. PROGRAMMA UNIVERSITA’ E RICERCA

https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Universita-e-Ricerca.pdf

Obiettivi:

  • Un finanziamento adeguato al funzionamento degli Atenei
    • Le Università devono rappresentare i centri dello sviluppo culturale ed economico dei nostri territori, invertendo da subito il trend negativo che i nuovi sistemi di finanziamento hanno determinato, con il progressivo sbilanciamento qualitativo degli atenei e, di conseguenza, delle nostre Regioni. La ricerca dell’eccellenza non può essere perseguita solo in termini competitivi, attraverso un’assurda gara per ottenere ciò che lo Stato dovrebbe invece assicurare a tutti gli atenei: un finanziamento adeguato al loro funzionamento.
  • Interazione tra Università e società
    • Il Movimento 5 Stelle ritiene necessaria l’interazione tra università e gli altri centri della ricerca e del sapere con la società. L’obiettivo primario dovrà garantire lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio, fornendo le competenze adeguate per affrontare al meglio i continui cambiamenti, introducendo un modello di università che contribuisca a migliorare attraverso i singoli territori.